ASSOTECNICI Associazione Nazionale dei Tecnici per la Tutela dei Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici Al Ministro per i Beni e le Attività culturali On. le Francesco Rutelli ROMA On. Le Ministro, questa Associazione segue da tempo con preoccupazione e rincrescimento crescente i vari cambiamenti che si avvicendano nel MiBAC dalla fine degli anni '90 del secolo scorso, dopo un venticinquennio di vita dignitosadel ministero di fondazione spadoliniana. Purtroppo è andata sempre più consolidandosi una struttura ministeriale fortemente burocratica al centro e sempre più fragile territorialmente, tradendo così l'impostazione iniziale di un ministero agile e snello e per niente burocratico. La creazione poi delle direzioni regionali ha indebolito e snaturato il ruolo delle soprintendenze periferiche, lasciandole sguarnite e senza mezzi, sempre più indebolite nel loro ruolo naturale di difesa del territorio; per di più il numero crescente di cariche dirigenziali generali ha naturalmente diminuito la copertura dei posti dirigenziali, lasciando le soprintendenze senza guida ed esponendole al rischio "accorpamenti". In molte occasioni ASSOTECNICI ha seguito con attenzione le soprintendenze in via di soppressione o accorpamento, come per es. la soprintendenza per i beni artistici del Lazio, che dal 2001, con la creazione del Polo museale romano, ha subito varie vicissitudini, fino a che non è stata riportata nel 2003 alla ricostituzione originaria per via della fallimentare esperienza. Lo stesso dicasi per le soprintendenze per i beni archeologici del Lazio e dell'Etruria meridionale che, dopo un disastroso tentativo di unificazione, sono oggi di nuovo con due gestioni separate. Oggi, con l'imminente riforma ministeriale, si delinea nuovamente il rischio di soppressioni o accorpamenti di uffici periferici, timore diffuso nel territorio, come stanno a testimoniare le recenti note dei colleghi della Soprintendenza archeologica di Ostia e della soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Lazio. L'esperienza recente ha dimostrato che si tratta di tentativi che hanno distrutto uffici funzionanti, disperso patrimoni di conoscenza, smembrato archivi e di conseguenza indebolito la tutela sul territorio. Auspicando che non esistano oggi i presupposti per simili riassetti, Le chiediamo un incontro per poter contribuire positivamente a definire il futuro dell'assetto territoriale della tutela in ambito nazionale. IL PRESIDENTE (Dr. Irene Berlingò)