Il primo accorato appello è stato del critico d'arte Giorgio Segato. Proprio dalle pagine del Gazzettino, due mesi fa, ha invitato i padovani a restituire i frammenti della Cappella Ovetari, affrescata da Andrea Mantegna e bombardata dagli alleati l'11 marzo del 1944. Si presume che nell'immediatezza della distruzione della cappella, qualcuno, anche senza malizia, abbia sottratto dalle macerie preziosissime porzioni di affresco, quasi un souvenir di quel capolavoro che allora sembrava andato distrutto per sempre. Oggi sappiamo che non è così. In occasione dei cinquecento anni della morte del grande pittore, è stato dimostrato che in maniera seppure parziale è possibile tentare la ricostruzione del ciclo pittorico. Tanto più diventa eesenziale recuperare il maggior numero di "tessere" del puzzle, mai entrate nelle casse dove per sessant'anni sono stati custoditi gli ottantamila frammenti. All'appello di Segato si sono uniti in molti. Tra questi, pochi giorni fa, Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato nazionale delle celebrazioni. E ora sta nascendo un comitato, che supera i confini di Padova e del Veneto, per fare pressioni sul ministero dei Beni culturali affinchè favorisca questa restituzione, "depenalizzando" l'illecito trafugamento e prevedendo, anzi, un'eventuale ricompensa.
CAPPELLA OVETARI Nasce un Comitato per il Mantegna perduto
Il primo accorato appello è stato del critico d'arte Giorgio Segato. Proprio dalle pagine del Gazzettino, due mesi fa, ha invitato i padovani a restituire i frammenti della Cappella Ovetari, affrescata da Andrea Mantegna e bombardata dagli alleati l'11 marzo del 1944. Si presume che nell'immediatezza della distruzione della cappella, qualcuno, anche senza malizia, abbia sottratto dalle macerie preziosissime porzioni di affresco, quasi un souvenir di quel capolavoro che allora sembrava andato distrutto per sempre. Oggi sappiamo che non è così. In occasione dei cinquecento anni della morte del grande pittore, è stato dimostrato che in maniera seppure parziale è possibile tentare la ricostruzione del ciclo pittorico. Tanto più diventa eesenziale recuperare il maggior numero di "tessere" del puzzle, mai entrate nelle casse dove per sessant'anni sono stati custoditi gli ottantamila frammenti. All'appello di Segato si sono uniti in molti. Tra questi, pochi giorni fa, Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato nazionale delle celebrazioni. E ora sta nascendo un comitato, che supera i confini di Padova e del Veneto, per fare pressioni sul ministero dei Beni culturali affinchè favorisca questa restituzione, "depenalizzando" l'illecito trafugamento e prevedendo, anzi, un'eventuale ricompensa.
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