ROMA «II patrimonio artistico, ambientale, culturale e paesaggistico italiano è un pilastro fondamentale non solo per l'immagine e la credibilità del Paese ma anche per lo sviluppo economico. Quindi economia e ambiente non devono mai più essere disgiunti». Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, saluta così Giulia Maria Crespi e i partecipanti al convegno del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano. Per la prima volta un'associazione ambientalista ha accettato l'invito nella «tana del lupo» (parole di Giulia Maria Crespi) cioè nella sede della Confindustria, accusata negli anni di scarsa sensibilità verso l'universo della tutela. Montezemolo oggi promette una chiara inversione di rotta. Tocca a Giulia Maria Crespi, fondatore e presidente del Fai, elencare i problemi: «In cinquant'anni un terzo della superficie totale del Paese è stato edificato. Tutto va contro la tutela: depenalizzazione dei reati ambientali, cartolarizzazioni di beni pubblici, condoni». Poi un invito a Rutelli: «Ministro, lei deve avere coraggio, mandi a casa i sovrintendenti che non valgono niente, valorizzi quelli che lavorano molto con uno stipendio da fame. Bisogna portare i fondi per i beni culturali almeno all'1 del Pii». È il manifesto del «patto per il rilancio» proposto dal Fai non solo alla Confindustria ma anche alla politica: in prima fila ad ascoltarla c'è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con sua moglie Clio. Rutelli le replica parlando di cifre: «Il bilancio della cultura è passato dallo 0,48 del Pii nel 2001 a quello previsto per il 2007 prima dell'attuale Finanziaria, cioè ad appena lo 0,26. Ma purtroppo non sappiamo spendere: negli ultimi cinque anni i residui passivi del ministero sono stati 2 miliardi e 288 milioni, solo nel 2005 sono saliti a 763 milioni. Dobbiamo rivedere l'organizzazione del ministero». Quindi via i Dipartimenti, nomina di un segretario generale, ringiovanimento della struttura: «A gennaio ci sarà il primo concorso per 40 posti da soprintendenti». Infine una lista di impegni: «II 13 dicembre il presidente Napolitano potrà inaugurare la Galleria nazionale di arte antica a Palazzo Barberini, dove il circolo ufficiali ha celebrato troppe prime comunioni e troppe nozze d'argento. A Milano Palazzo Litta diventerà una Cittadella della cultura. A Bari il teatro Petruzzelli sarà acquisito dalla mano pubblica». Poi-Rateili definisce «vergognoso» il contestato progetto edilizio a Monticchiello e promette la riforma del Codice dei beni culturali. Il neopresidente del Consiglio nazionale dei beni culturali, Salvatore Settis (nominato «con soddisfazione» dal ministro), avanza una proposta polemica («Gli enti locali che a Monticchiello hanno dato i permessi comprino loro e abbattano, è una soluzione» ), poi attacca l'autonomia della Sicilia («sovrintendenti solo di nomina politica, appena disobbediscono vengono rimossi»). Chiude Marco Magnifico, direttore generale Fai, che propone agli industriali: «Facciamo squadra, basta con l'antitesi patrimonio-sviluppo».