«Trovato un punto d'equilibrio», dice Veltroni. «Troveremo una soluzione con le parti interessate», per il vicesindaco Maria Pia Garavaglia. L'assessore al Bilancio, che alla fine è il diretto interessato, non rilascia dichiarazioni, è lì che lavora al Bilancio 2007. E proprio tra quelle cifre potrebbero finire i circa 50 milioni che, si stima, arriveranno a Roma dalla tassa di soggiorno. Ieri è stato presentato un emendamento in Finanziaria: le città metropolitane potranno ottenere dai turisti da uno a cinque euro, una moneta ogni stella dell'albergo nel quale si pernotta. Ma in Campidoglio, già da più di un mese, si sta lavorando a formule che non penalizzino i visitatori ma al tempo stesso facciano la ricchezza delle casse capitoline, del decoro e del turismo romani. Le formule allo studio sono varie: si va dallo «sconto famiglia» - nel quale ogni nucleo paga la metà della somma stabilita - al forfait per tre notti, formula grazie alla quale l'ospite di un albergo a cinque stelle che rimanga tre notti nella Capitale, paghi dieci euro anziché quindici. Ipotesi, al momento. Una sola cosa è certa: prima di mettere questa tassa nel Bilancio di previsione 2007, l'assessore Causi aspetta che la Finanziaria sia approvata. E, intanto, spera. L'emendamento presentato ieri. per Roma si tratta sostanzialmente di una conferma: poche novità dal punto di vista dei contenuti, ma importante passo avanti politico. La tassa di soggiorno - e cioè l'imposta per i turisti da un euro per ogni stella dell'albergo - sembra adesso più vicina. Il sindaco Walter Veltroni, a Bari per un convegno di sindaci del Mezzogiorno, ha detto che «questo emendamento è il frutto di una convergenza tra esigenze dei Comuni e le esigenze che sono state giustamente rappresentate dal vicepresidente Rutelli per trovare un equilibrio tra i problemi che riguardano la possibilità per le città, soprattutto le città d'arte e turisti-che, di poter reggere il livello dei servizi nelle quantità giuste e le esigenze di non penalizzare un settore strategico come quello del turismo. Mi pare si sia lavorato per trovare un punto di equilibrio, un punto di equilibrio positivo». La tassa si applicherà solo in alcuni periodi dell'anno e avrà il suo massimo, in città come Roma, in cinque euro a notte. Alle proteste di alcune categorie legate al Turismo, rispondono in due: il vicesindaco con delega al Turismo Maria Pia Garavaglia si dice fiduciosa per il lavoro del tavolo di concertazione, e invece il ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli. sceglie una strada un poco meno diplomatica: «È un piagnisteo insopportabile». Al. Cap.