Importante scoperta archeologica durante gli scavi al porto PORTO TORRES. Gli archeologi sono molto prudenti anche perché gli accertamenti sono appena agli inizi, ma la scoperta fatta avantieri mattina a fianco alle terme Maetzke potrebbe essere di grande importanza. Una scoperta che, come accade a Porto Torres (o in città simili, come 01-bia o il centro di Cagliari) è del tutto casuale e dovuta all'avvio di un cantiere edile. Stavolta, infatti, la benna della ruspa potrebbe aver portato alla luce il quartiere residenziale di Turris Libisonis. Va detto che quello aperto all'incrocio fra via Ponte Romano e via Petronia era comunque un cantiere "a rischio". A pochi metri di distanza, in direzione della stazione, sorgono infatti i resti delle terme Maetzke e gli scavi effettuati nell'area archeologica avevano portato alla luce, oltre ai resti di numerosi edifici pubblici, anche lunghi tratti di strada con tanto di "raccordi" fognari per le abitazioni e una sorta di condotta più consistente che probabilmente era collegata alla «cloaca» i cui resti sono visibili al confine dell'area archeologica del Re Barbaro, a pochi metri dal Rio Mannu. Avantieri mattina, invece, la ruspa ha grattato via la terra che ricopriva la base di alcune costruzioni che sono state fatte risalire alla fine dell'800 o all'inizio del'900. Ma la scoperta vera è arrivata qualche metro più in là, quando la terra battuta ha restituito ampie porzioni di mura perimetrali di epoca romana. Manufatti che secondo gli archeologi possono appartenere solo ad alcuni edifici pubblici o ad abitazioni patrizie. Ipotesi di lavoro basate su una serie di circostanze, alcune accertate altre che attendono conferma. Secondo alcuni studiosi, per esempio, dove adesso sorge il campo Occone probabilmente c'era l'anfiteatro: nonostante le devastazioni degli ultimi due secoli (in quella zona aveva "lavorato" di dinamite il canonico Spanu alla ricerca della tomba segreta di San Gavino), gli archeologi sono quasi certi di aver individuato una serie di indizi che confermerebbero la loro teoria. Inoltre l'anfiteatro era quasi sempre situato «vista mare» per facilitare sia la ventilazione sia l'acustica. Infine la scelta di una zona sopraelevata, come appunto è quella delle terme Maetzke. Le famiglie nobili o ricche costruivano la loro case in punti dove il clima sarebbe stato il più favorevole. Come può appunto essere una zona ventilata e relativamente distante dal fiume che quasi certamente ospitava un porto interno. Attorno al quartiere nobile, la «suburra», il reticolo di case addossate l'una all'altra dove vivevano bottegai e artigiani, e tutti quei cittadini romani (perché gli abitanti di Turris Libisonis erano cittadini romani) che non appartenevano alla nobiltà o ai mercanti arricchiti. Infine ci sono da mettere nel conto scoperte del passato poco note ma che confermano che quella era un quartiere per ricchi. Proprio nell'area vicina al faro, in passato sono state scoperte alcune tombe che presentavano un ricchissimo corredo funebre. E alcuni di quei gioielli d'oro (orecchini, anelli, collane) sono esposti all'Antiquarium Turritano.