GESTIONE SOTTO ACCUSA II vicepremier Rutelli ammette la carenza delle risorse ma anche la limitata capacità di spesa. Nel 2005 residui passivi per 763 milioni ROMA È necessario un «progetto Paese che accantoni gli interessi contingenti, faccia sistema e ponga ambiente e cultura come capisaldi». Solo in questo modo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Luca Corderò di Montezemolo è possibile quella riscossa del patrimonio di cui il Fai (Fondo per l'ambiente italiano) ha fatto il tema del congresso nazionale tenutosi ieri a Roma alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Appuntamento ospitato, e non a caso, nell'Auditorium di Viale dell'Astronomia: perché «beni culturali e paesaggio ha proseguito Montezemolo non devono essere più disgiunti dal rilancio economico». Deve trattarsi di una «riscossa a 360 gradi», alla quale servono regole certe, in grado di attrarre, secondo il leader degli industriali, «investimenti, studenti, ricercatori e turisti». «C'è bisogno di aprire le finestre ha affermato Montezemolodi fare entrare aria nuova, di scardinare le corporazioni. Non è più accettabile che con il patrimonio culturale di cui dispone, l'Italia non sia tra i primi sei Paesi in grado di richiamare studenti e si sia fatta superare da Francia e Spagna nel turismo». Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, è necessario puntare sulla qualità, per ottenere la quale «ci vogliono regole forti». Regole che siano capaci di contrastare gli abusi edilizi, che impongano alle Regioni la realizzazione dei piani paesaggistici, che riformulino la Via (valutazione di impatto ambientale) «così che non si perpetuino disastri», che non facciano cadere nel dimenticatoio ciò che «quell'orrendo leghista di Calderoli ha definito vecchiume manzoniano e invece fa parte della nostra storia». Il patrimonio, ha aggiunto la presidente del Fai, «deve diventare la nuova missione degli italiani», ma è necessario che il ministero dei Beni culturali sia «rivisto da cima a fondo, che si facciano i concorsi e si abbia il coraggio di mandare via i soprintendenti che non valgono». Chiamato in causa, il ministro dei Beni culturali, nonché vicepremier con delega al turismo, Francesco Rutelli, ha ammesso la scarsità dei finanziamenti: «Nel 2001 il bilancio del ministero rappresentava lo 0,48 di quello statale; nel 2007, a legislazione invariata, cioè prima della Finanziaria, scenderà allo o,2Ó». E visto che le brutte notizie non viaggiano mai sole, «la pochezza delle risorse si accompagna a una scarsa capacità di spesa. Negli ultimi anni ha spiegato Rutelli sono stati iscritti in bilancio residui passivi per 2 miliardi e 288 milioni di euro, di cui 763 nel 2005». Anche questo significa che il ministero ha bisogno di ringiovanirsi, dato che oggi l'età media dei dirigenti è di 55 anni. Sono stati già previsti 40 concorsi e la soppressione dei quattro dipartimenti «una superfetazione», ha commentato Rutelli sostituendoli con «la struttura più snella del segretario generale. Alla vigilia del centenario, che si celebrerà l'anno prossimo, il ministero si toglie dunque un po' di polvere. Lo dimostrano tre eventi: il 13 dicembre il presidente Napolitano inaugurerà la Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini, nelle cui sale si sono finora celebrate molte comunioni (perché ospitava il circolo ufficiali delle Forze armate, ndr) mentre il Guercino era tenuto in soffitta; Palazzo Litta a Milano, ora occupato dalle Fs, dal prossimo anno diventerà la cittadella della cultura; il teatro Petruzzelli di Bari sarà acquisito dallo Stato». Sul versante del paesaggio, infine, il ministro ha annunciato la modifica dell'articolo 143 del Codice sui piani paesaggistici. Un compito che attende Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, la cui investitura a presidente del Consiglio superiore dei beni culturali è stata formalizzata ieri da Rutelli.
CONVEGNO FAI: Ambiente e cultura da rilanciare
Il presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, ha sottolineato l'importanza di puntare sulla qualità del patrimonio culturale italiano per richiamare studenti e turisti. Ha chiesto regole forti per contrastare gli abusi edilizi e per valorizzare il patrimonio culturale. Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha ammesso la scarsità dei finanziamenti e ha spiegato che il ministero ha bisogno di ringiovanirsi. Ha annunciato la modifica dell'articolo 143 del Codice sui piani paesaggistici e ha chiesto la soppressione dei quattro dipartimenti del ministero. Ha anche annunciato la creazione di concorsi per il personale del ministero.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo