La maxi-lottizzazione di Chiocchio e Palaia «Per evitare gli scempi ambientali occorre che la Regione modifichi la legge e si riappropri della gestione del territorio che adesso è in mano ai Comuni». A parlare di modifiche legislative (la legge in questione è la 5 del 1994) è Giovanni Ricasoli-Firidolfi, presidente della Fondazione tutela del Chianti, che interviene sul caso di Greve in Chianti dove il capogruppo di Buon governo e sviluppo, Giuliano Sottani ha parlato ecomostro e di cementificazione selvaggia a Chiocchio dove nasceranno 85 nuovi appartamenti. «Non è possibile continua programmare lo sviluppo di un temtorio di pregio come il Chianti se ognuno pensa al proprio orticello. Le questioni vanno viste in un quadro di insieme. Prenda per esempio il discorso delle zone industriali. Ognuno vuole la sua quando invece sarebbe meglio completare quelle già esistenti ». Sottani parla di «una nuova Monticchiello nel Chianti» e punta il dito in particolare contro la lottizzazione di Palaia. «Una spianata - spiega Sottani - di cemento di 29 mila metri cubi per 83 villette, 250 nuovi appartamenti, con tanto di tavernetta e giardino a coprire magnifiche aree verdi». Respinge tutto ai mittente, è davvero il caso di dire, il sindaco Marco Hagge: «Fu lo stesso Sottani, quando era sindaco dice a firmare un piano di fabbricazione che prevedeva la costruzione di ben 300mila metri cubi in alcune delle zone più belle del territorio. Le amministrazioni successive hanno fatto marcia indietro, ma a Palaia non è stato possibile, perché un costruttore si era già fatto avanti e ha vinto i ricorsi contro il Comune in tutti i gradi di giudizio». Anche Paolo Saturnini, sindaco per quattordici anni, ricorda i tentativi di bloccare la lottizzazione. «Purtroppo diceè praticamente impossibile bloccare se chi edifica ha in mano il titolo per farlo. C'è una sola strada da percorrere, acquistare l'area da parte (lei Comune, della Regione o dello Stato. Il resto sono solo chiacchiere». Infine Hagge ricorda che «su richiesta del mio predecessore Saturnini, la Soprintendenza di Firenze ha avanzato domanda al Ministero dei Beni Culturali per porre il vincolo paesaggistico sulla zona. Questo non abolisce i diritti dei privati, ma fornirà all' amministrazione nuovi strumenti per controllare l'operazione. Finora, da Roma, nessun riscontro. Spero che il ministro Rutelli dia una risposta positiva, che anzi ho intenzione di sollecitare».