FINANZIARIA. La città fa i conti con la manovra del governo che colpisce turismo e cultura. L'assessore Frigo: «Vedremo» Appello del rettore Mazzucco: «Università senza risorse, ci servono sponsor» Oggi politici, imprenditori e sindacalisti a confronto La Finanziaria continua a provocare terremoti. L'ultimo è quello per la reintroduzione della tassa di soggiorno, mentre solo l'altro ieri c'era stata la sollevazione dei rettori delle Università. Partiamo dal turismo: viene introdotta la cosiddetta "tassa di soggiorno" che i Comuni potranno applicare dal prossimo anno. Due euro al giorno per i comuni più piccoli, cinque euro per le città metropolitane. Un'idea che in città nelle scorse settimane era già stata molto dibattuta dopo che l'assessore al Bilancio Giancarlo frigo aveva rilanciato in estate proprio la tassa di scopo, un balzello da applicare sui turisti per sostenere attività ben precise come, per esempio la Fondazione Arena. Un'ipotesi contro la quale si erano schierate nettamente le categorie che ritengono la tassa «un ritorno al passato» o, è meglio dire, un «ritorno al tassato». Non a caso ieri l'assessore Frigo, appresa la notizia che alla Camera era stata approvata la nuova tassa, sulla sua applicazione è stato molto prudente: lo faremo solo se ci sarà l'accordo con le categorie. La tassa di soggiorno è infatti applicabile a partire da gennaio 2007 e in primavera si voterà per il Comune: meglio se a decidere l'introduzione del balzello sarà la prossima amministrazione. Confcommercio Verona nel corso di numerose assemblee aveva commentato duramente l'ipotesi di una riproposizione del contributo di ingresso e soggiorno «che -sottolinea il presidente Fernando Morando - va a colpire pesantemente il sistemadell'offerta turistica in una fase in cui invece sarebbe fondamentale sostenerne la capacità competitiva, visto che proprio il turismo è la prima risorsa del nostro Paese». «Che reazione potrà avere un turista, già disorientato da classifiche alberghiere diverse da località a località, quando in un Comune gli chiederanno di pagare la tassa di soggiorno e in quello vicino no?», si chiede Morando. Gianni Zenatello, albergatore e presidente della sezione Turismo di Confindustria, ha più volte spiegato che «la tassa di soggiorno, soppressa 15 anni fa perché iniqua, graverebbe in modo molto pesante sulla competitività dei nostri hotel già gravati da altissimi costi di gestione e, come peraltro tutte le aziende italiane, da un carico fiscale abnorme oltrechè da un costo del lavoro dipendente tra i più cari del mondo». E pensare che proprio pochi giorni fa Sergio Cucini, presidente dell'associazione albergatori di Confcommercio Verona, aveva preso carta e penna per chiedere ai parlamentari veronesi di non riproporre la vecchia imposta di soggiorno. Al fronte del turismo si affianca nella protesta quello della cultura. Il rettore Alessandro Mazzucco ieri, al ritorno da Roma dove si è svolta la Conferenza dei rettori, ha rilanciato il grido di allarme e di dolore per le sorti finanziarie dell'ateneo e ha ripetuto l'appello alle forze della città che su queste pagine aveva lanciato il 27 ottobre. «La Finanziaria con una mano ci dà e con l'altra ci toglie», spiega Mazzucco, «per cui alla fine ci troveremo con 2 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno su un totale di 90 milioni di trasferimento. Se recuperiamo i fondi accantonati per gli atenei, tuttavia non è stata ottenuta l'abolizione del decreto tagliaspese del ministro Bersani». Qual è la risposta degli atenei? E quella di Verona? «Vanno razionalizzati a livello centrale i costi degli atenei, ripensando l'utilità di alcuni corsi e di alcune strutture, per cui i fondi non vanno più erogati a pioggia. Gli atenei devono dimostrare di sapersi guadagnare i soldi». Prendendoli anche dal territorio? «Certo. In secondo luogo, infatti, il territorio deve contribuire all'attività dell'ateneo e farsi carico del suo sostegno, ovviamente con finalità istituzionali. Chi contribuisce deve essere convinto che il sostegno all'Università è finalizzato a un interesse collettivo. Altra cosa sono le prestazioni per conto terzi che già sono presenti». Diventa determinante il rapporto con gli enti locali... «Certamente. Diventa di un'importanza fondamentale per la nostra sopravvivenza». Ma lei, professor Mazzucco, sarebbe favorevole agli sponsor per l'Università? «Assolutamente sì. Anzi, dico: magari!». Questo non comporterebbe dei limiti all'autonomia? «Autonomia significa responsabilità e libertà di raggiungere gli obiettivi secondo percorsi propri. Altra cosa sono le risorse finanziarie da reperire». Oggi, sabato, alle 10, nella sala civica di via Brunelleschi 12, l'Udc provinciale organizza una tavola rotonda sulla Legge Finanziaria: «Dove è sbagliata, come cambiarla». Moderatore: Gerolamo Fracastoro (commissario provinciale Udc). Relazione introduttiva del deputato Ettore Peretti (componente della quinta Commissione Bilancio Camera dei Deputati). Partecipano: Alberto Aldegheri Presidente provinciale dell'Associazione piccole e medie industrie; Sandro Bordato Giunta Confindustria Roma; Calogero Carità Segretario regionale Confsal; Sergio Facchinetti Segretario provinciale Cisl; Giorgio Sartori Segretario generale Confcommercio Verona.
Tassa di soggiorno, categorie in rivolta
La città di Verona sta affrontando le conseguenze della Finanziaria del governo, che ha introdotto una tassa di soggiorno per i turisti. L'assessore al Bilancio Giancarlo Frigo ha rilanciato l'idea di una tassa di scopo, ma ha detto che si farà solo se ci sarà l'accordo con le categorie. Il turismo è una risorsa importante per la città, ma la tassa di soggiorno potrebbe gravare pesantemente sulla competitività dei hotel e delle aziende italiane. La cultura è anche colpita dalla Finanziaria, con la riduzione dei fondi per le università.
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