Giochi fatti per i Nuovi Uffizi: già si parla di cantieri e fondazioni. E si prospetta «un percorso in discesa» che dovrebbe concludersi entro Natale 2006, come ha detto lo stesso ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani giunto ieri a Firenze. «Un sogno» lo ha definito il ministro che si è trattenuto a Palazzo Vecchio e poi all'interno del museo per fare il punto della situazione relativamente al progetto insieme al sindaco di Firenze Leonardo Domenici, al soprintendente del polo museale fiorentino Antonio Paolucci, e al direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio Roberto Cecchi. Si tratta di un percorso, iniziato a Firenze lo scorso 28 febbraio con l'accordo firmato fra il Comune, il Ministero e il gruppo Benetton (formalizzato poi il 4 giugno), che quando verrà ultimato «sarà capace - insiste lo stesso Urbani - di valorizzare al massimo gli Uffizi, farli amare e visitare, e che permetterà di vedere molte di quelle opere che oggi non sono esposte per mancanza di spazi». Due sono le novità rilevanti. Primo: sul destino dei poli museali è già stata posta l'ultima parola. Verranno cancellati. O meglio sostituiti con delle fondazioni private. Il cambio di rotta fra pubblico e privato è stato salutato dal ministro come una sorta di rinascita: «E' morto il re, yiva il re" ha commentato. «Il passaggio del testimone fra poli e fondazioni sarà graduale, polo per polo - ha specificato Urbani - e nelle singole realtà i primi non scompariranno finché non saranno attive le seconde». Si tratta di una vera e propria privatizzazione del patrimonio museale, quindi. Anche se, all'interno delle stesse fondazioni, i privati - in primo luogo le fondazioni bancarie - svolgeranno un ruolo minore rispetto allo Stato e agli enti locali. La seconda novità è che il via al progetto Nuovi Uffizi è stato definitivamente ufficializzato. E già è stato stilato un calendario puntuale dei lavori. Il soprintendente del polo museale fiorentino Antonio Paolucci sembra soddisfatto: «Gli ormeggi sono sciolti e la nave cammina». Più prudente ma ugualmente ottimista, il sindaco Leonardo Domenici ci tiene a sottolineare che «il nostro ordinamento funziona sulla base di un buon rapporto fra le istituzioni - cioè fra Roma e i governi territoriali- ed è su questo che dobbiamo puntare». La parola d'ordine è «coordinamento» - fra ministero e enti locali - anche per Urbani. Il ministro ha infatti sottolineato come a suo parere «lo strumento della fondazione» faccia parte di un percorso «obbligato per migliorare la collaborazione fra Stato e governi territoriali e per trovare risorse aggiuntive, così da rafforzare le singole realtà museali». Il miglioramento dei rapporti pone il problema dell'esperienza, seppur positiva, dei poli. Dove la collaborazione fra le diverse realtà in campo è stata considerata «lodevole» ma «saltuaria». Tornando a parlare del cammino del progetto per i Nuovi Uffizi, la prima certezza sta nella continuità incarnata da Arata Isozaki che rimane, compatibilmente con il «nuovo che avanza» (cioè l'entrata in gioco delle fondazioni), a capo del progetto definitivo. Poi, sono stati fissati i tempi e le tappe. Lo scorso maggio si è conclusa la fase preliminare. Entro il primo settembre sarà poi pronto il progetto definitivo complessivo, anche grazie alle risorse e alle competenze tecniche che il gruppo Benetton ha messo a disposizione. Mentre i quattro mesi successivi saranno impiegati per approntare anche quello esecutivo. Nella primavera del 2004, infine, si pensa di essere già in grado di assegnare gli appalti per i lavori. Quindi sarà dato il via ai cantieri che si prevede resteranno aperti fra un minimo di due ed un massimo di tre anni a partire proprio dalla primavera 2004. Mentre il taglio definitivo del nastro è stimato intorno alla fine del 2006. Il ministero ha già aperto il portafoglio per sborsare i primi 13 miliardi (in vecchie lire) di finanziamento. In complesso, la cifra si attesta poco sopra i 98 miliardi e 300 milioni. «Tutto denaro pubblico» garantisce Urbani. Entrando nel merito delle migliorie e dell'ampliamento del museo, le idee sono già chiare. La ricostruzione computerizzata in tre dimensioni presentata ieri dal direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio Roberto Cecchi, mostra nel dettaglio la fisionomia dei Nuovi Uffizi. Ciò che colpisce è l'ampliamento degli spazi - sia quelli dedicati all'esposizione che quelli relativi a laboratori e luoghi di studio - che vengono praticamente raddoppiati. Nonché risistemati, alcuni addirittura ristrutturati, e adattati secondo nuove logiche di sfruttamento spaziale. Per quanto riguarda la parte espositiva, si passa dai 7 mila attuali a 15 mila metri quadri. Ai quali però bisogna aggiungere altri 5 mila metri quadri che saranno destinati ad ulteriori servizi. Gli uffici della soprintendenza traslocheranno in palazzo Bardini dove avranno a disposizione 10 mila metri quadri. Il totale fa quindi 30 mila. I percorsi praticabili dai visitatori diverranno due, uno lento e uno più rapido, a seconda dei gusti. Quello veloce si soffermerà sui classici, quello lento darà invece la possibilità di osservare anche le opere minori -esposte fra l'altro in numero ben maggiore rispetto ad oggi e collocate in modo leggermente differente, tenendo anche conto che l'afflusso di visitatori è in continua ascesa: siamo infatti passati dalle 100 mila unità al mese degli anni '50 all'attuale milione e mezzo dei nostri giorni. Anche in altezza i Nuovi Uffizi promettono di allargarsi parecchio. Mentre adesso il museo è concentrato all' interno del solo secondo piano, il progetto prevede il suo ampliamento anche agli altri due, pian terreno compreso dove ci sarà spazio anche per un ristorante, un bookshop, uno spazio didattico e un auditorium capace di contenere 150 posti. Un'ulteriore novità è quella relativa all'uscita del museo. Mentre l'entrata resterà al suo posto originario, la porta d'uscita - che sarà realizzata da Isozaki già prima dell'inizio dei lavori in cantiere - darà su piazza Castellani, e presupporrà una serie di lavori collaterali sempre ovviamente nel rispetto delle scoperte archeologiche che lì sono state rinvenute. A margine dell'evento, Giuliano Urbani ha incontrato e ringraziato anche l'assessore alla cultura della Regione Mariella Zoppi, in vista dei prossimi due vertici internazionali dei ministri della coltura dell'Unione europea previsti per i primi tre giorni di ottobre a Prato. La Regione ha infatti concesso per questi eventi l'utilizzazione della villa medicea "La Fernanda" di Artimino a Carmignano.
972003 - Uffizi, la privatizzazione è dietro l'angolo
Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha definitivamente ufficializzato il progetto "Nuovi Uffizi" a Firenze, che prevede la ricostruzione e ampliamento del museo. Il progetto, che dovrebbe concludersi entro Natale 2006, prevede la creazione di fondazioni private per gestire i poli museali, che sostituiranno quelli pubblici. Il progetto prevede anche la ricostruzione computerizzata in tre dimensioni e l'ampliamento degli spazi espositivi, che passeranno da 7.000 a 15.000 metri quadri. I percorsi praticabili dai visitatori saranno due, uno lento e uno più rapido, e il museo sarà anche più accessibile.
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