Decisiva l'assenza della Sovrintendenza in conferenza di servizi, giudicata come un voto favorevole La Regione ha autorizzato «la costruzione e l'esercizio dell'impianto» sul Rezzalasco SONDALO Nuovo colpo di scena nella vicenda che riguarda la realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Rezzalasco, nel territorio comunale di Sondalo. La Regione Lombardia, con un decreto datato 6 novembre e reso noto ieri, ha autorizzato, infatti, «la costruzione e l'esercizio dell'impianto», accogliendo le controdeduzioni presentate da Energia Ambiente al parere negativo uscito dalla conferenza dei servizi, chiusa il 15 maggio scorso. Un esito che era stato determinato dal pronunciamento sfavorevole di Comune di Sondalo, Comunità montana Alta Valtellina e Parco nazionale dello Stelvio (quest'ultimo, però, non considerato dal Pirellone nel verbale definitivo della conferenza), contro i pareri favorevoli di Provincia di Sondrio (se pur con riserva) e Regione. Convocata, ma mai intervenuta alle sedute, la Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio. Sarebbe proprio il ruolo comunque ricoperto da quest'ultima, nell'ambito della conferenza dei servizi, ad avere determinato la decisione finale della Regione, che ha infatti riconosciuto alla Soprintendenza un «ruolo attivo in materia, con la conseguenza che in sede di determinazione conclusiva - si legge nel decreto fatto avere ieri a tutti i soggetti interessati - tale valutazione (cioè dell'ente ministeriale) deve essere conteggiata autonomamente». Nel caso specifico, non avendo la Soprintendenza partecipato alle sedute, vale comunque, per legge, «l'assenso dell'amministrazione regolarmente convocata che non si sia pronunciata entro il termine di conclusione dei lavori della conferenza». In pratica, in una valutazione finale dei pareri, e non essendo il Parco stato considerato come parte in causa, i due pronunciamenti di Comune di Sondalo e Comunità montana Alta Valtellina passano in minoranza, contro i tre di Regione, Provincia e Soprintendenza. Le controdeduzioni della società Energia Ambiente sono dunque «condivisibili», spiega il decreto regionale, «in relazione al valore da attribuirsi alla partecipazione della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, e pertanto viene raggiunta la maggioranza richiesta per l'approvazione dell'autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell'impianto di derivazione idroelettrica». Sulla notizia il sindaco di Sondalo, Valentino Togni, ha preferito non rilasciare a caldo alcun commento, in attesa di valutare le eventuali azioni da intraprendere. In base alla normativa in vigore, infatti, il provvedimento della Regione può essere impugnato davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche entro un periodo di 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (pubblicazione che avverrà nei prossimi giorni). Un altro nodo da sciogliere sarà poi la posizione che vorrà assumere il Parco nazionale dello Stelvio, il quale - già in sede di conferenza dei servizi - aveva fatto mettere a verbale la convinzione secondo cui l'ente doveva essere computato tra i pareri determinanti. Cosa che, di fatto, non è avvenuta.
Colpo di scena: la centralina si farà. Decisiva l'assenza della Soprintendenza
La Regione Lombardia ha autorizzato la costruzione e l'esercizio di una centrale idroelettrica sul torrente Rezzalasco, nel territorio comunale di Sondalo, accogliendo le controdeduzioni presentate da Energia Ambiente al parere negativo uscito dalla conferenza dei servizi. La decisione è stata determinata dal pronunciamento sfavorevole di Comune di Sondalo, Comunità montana Alta Valtellina e Parco nazionale dello Stelvio, contro i pareri favorevoli di Provincia di Sondrio e Regione. La Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio non ha partecipato alle sedute, ma la Regione ha riconosciuto un ruolo attivo in materia.
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