Due nuove modifiche dell'Unione. La prima stanzia 150 milioni contro il caro-gas; la seconda introduce la tassa di ingresso per i Comuni Vannino Chiti: nessuna richiesta o autorizzazione a fiducia dal Cdm Sentinelli: gravissimi tagli a cooperazione. Ici della Chiesa: è scontro ROMA - Mentre la Camera ha dato il via libera all'articolo 3 (su irpef e superbollo auto) nel suo complesso, la maggioranza ha deciso di presentare un nuovo emendamento per aiutare le famiglie disagiate (con disabili e anziani) nel pagamento delle bollette della luce e del gas. Non solo: viene introdotta la cosiddetta "tassa di soggiorno" che i Comuni potranno applicare dal prossimo anno. Due euro al giorno per i comuni più piccoli, cinque euro per le città metropolitane. Camera, no alla fiducia. Intanto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, annuncia: "La fiducia non è stata nè richiesta, nè autorizzata nella riunione del Consiglio dei ministri". Annuncio confermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta secondo il quale la manovra verrà approvata alla Camera senza fiducia. Bollette meno care. L'emendamento sulle bollette, deciso dalla maggioranza, otterrà parte della copertura (100 milioni) dai fondi destinati precedentemente ai Comuni per l'impianto di nuovi rigassificatori. E' previsto inoltre un contributo di 11 milioni per rendere più efficiente, sotto il profilo energetico, la rete commerciale: un negozio che rendende più efficiente l'impianto elettrico potrà godere di detrazioni fiscali del 36. Tassa di soggiorno. Quanto alla "tassa di soggiorno" - stabilita in commissione Bilancio - i comuni potranno introdurla dal prossimo anno per fare fronte alle esigenze create dall' arrivo di turisti, per migliorare i servizi e valorizzare i centri storici. 90 milioni per Venezia. Uno stanziamento di 90 milioni di euro, a partire dal 2007, è stato poi deciso per gli interventi a salvaguardia di Venezia, non solo il Mose. Fondi alla ricerca, aperture. Segnali positivi arrivano poi sul fronte dell'Università. L'aumento dei fondi potrebbe arrivare con il passaggio della manovra al Senato, perchè "il governo ha bisogno di più tempo per intervenire su quanto previsto dal decreto di luglio". E il ministro Pierluigi Bersani, padre del decreto "accusato" dei tagli ai consumi intermedi che riguardano anche gli atenei, spiega che "non mi opporrei certamente ad una soluzione che, in sede parlamentare, trovasse le condizioni di un miglior equilibrio a vantaggio delle università". Intanto la senatrice Rita Levi Montalcini avverte: "Via i tagli o non voterò la Finanziaria". Novità anche sul 5 per mille. Il governo questa mattina si è impegnato formalmente a trovare la copertura per inserire in finanziaria la misura del 5 per mille. Con una copertura di 180 milioni considerata troppo esigua da Forza Italia. L'Ici per la Chiesa. Intanto restano tensioni nella maggioranza sull'Ici alla Chiesa. Da una parte la Rosa nel Pugno pronta a presentare un emendamento che dovrebbe ristabilire il regime Ici per gli immobili della Chiesa destinati ad un uso commerciale. Dall'altra l'Udeur, assolutamente contrario al provvedimento. Sentinelli: tagli inaccettabili. E critiche alla manovra vengono anche dal viceministro degli Esteri, Patrizia Sentinelli, secondo la quale il taglio previsto del 12 a tutti i ministeri rischia di colpire duramente la Cooperazione allo sviluppo. Sentinelli ha definito il taglio "inaccettabile e impossibile da gestire". La riduzione priverà il ministero degli Affari Esteri di 83 milioni di euro, ben 48 dei quali sono a carico dei fondi per la cooperazione allo sviluppo. De Gregorio: stop tagli a sicurezza. E un ultimatum sui tagli arriva anche dal presidente della commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio: "Se non saranno rafforzati gli stanziamenti a favore del personale, per l'ordinaria amministrazione, per il rafforzamento dell'esercito professionale, per le manutenzioni, per tutto quello che manca ai carabinieri, alla guardia di finanza ai nostri militari in missione non voterò la legge finanziaria". De Gregorio, dice, in questa battaglia è affiancato da altri senatori di entrambi i poli: "Oltre al mio ci sarà quello di un altro senatore che ha a cuore gli stessi problemi e di alcuni senatori che già in cmmissione Difesa hanno fatto sapere che le cose così non vanno bene e che quindi bisognerà migliorare tutto". (10 novembre 2006)