La maxi-pubblicità sostituita dai più sobri 4 x 3. Iniziata a metà maggio, la riconversione è stata ultimata nei giorni scorsi Liberi 42 milametrì quadri di spazio: un 'area come Villa Chigi I CARTELLONI pubblicitari extra large non ci sono più: i famigerati "6x3", messi in pensione forzata dall'articolo 4 del regolamento comunale sulle affissioni, sono stati definitivamente sostituiti dalla versione small, quei "3x4" che costituiscono la massima misura ammessa. Iniziata a metà maggio, la riconversione è terminata nei giorni scorsi. Il comune ha eliminato cinquemila strutture di sostegno mono e dublefax per un totale di settemila facciate espositive da diciotto metri quadrati (sei metri per tre), installando al loro posto strutture analoghe ma più piccole da dodici metri quadrati l'una. In questo modo sono stati recuperati qua-rantadue mila metri quadrati di visuale non più ottenebrata da fustini e borsette. Il bilancio netto, per gli occhi dei romani e dei turisti, è la riconquista di uno spazio visivo grande come i parchi di villa Carpegna o di villa Chigi. Ne restano in piedi solo una cinquantina installati in aree delle ferrovie o private, ma anche quelli sono destinati a essere rapidamente sostituiti. La battaglia contro la protervia dei cartelloni extra large è cominciata alcuni anni fa ed è stata difficilissima: nel 2004 il Campidoglio aveva lanciato un'offensiva contro gli impianti di sostegno abusivi e irregolari demolendone diciottomila, ma la conversione dei "6x3" con i "4x3" meno importuni ma anche meno appetibili per il mercato pubblicitario si era rivelata difficilissima: «La conversione totale sarà terminata entro giugno del 2005», aveva annunciato l'assessore al Commercio Daniela Valentini. Ma la realtà è stata una lunga guerra di posizione, con sostegni abbattuti ma subito reinstallati e con un'opposizione ferrea da parte dei privati possessori di migliaia di strutture. Una battaglia che tuttavia è stata rilanciata dal Campidoglio a maggio di quest'anno, e oggi appare definitivamente vinta. Intanto, la Finanziaria dovrebbe fornire una nuova arma per combattere le affissioni abusive, ripristinando la possibilità di colpire con multe significative ì soggetti degli spot e le società che ne hanno curato l'affissione. Una chance che in passato esisteva ma che fu cassata dal governo Berlusconi, cosicché a tutt'oggi sono previste multe solo per gli attacchini. Quella decisio-ne diede la stura alla valanga di pubblicità politica irregolare che in questi anni ha soffocato i muri di Roma come mai prima. Il ripristino di quella norma di civiltà è stato più volte auspicato dal Campidoglio e direttamente dal sindaco Walter Veltroni, che ha preso in passato posizioni molto dure contro le affissioni abusive, ricevendone esplicite e pesanti minacce. Il reinserimento della punibilità, però, è ancora in forse. E sospeso sul bilico delle forti pressioni che tentano di ottenerne l'eliminazione attraverso il maxi emendamento governativo.