Adesso si trova sezionato in 118 blocchi, nei magazzini comunali. Per 78 anni, però, il Monumento ai Caduti della guerra del 1915-18 ha vigilato sulla città, con la sua incombente figura (diciassette metri e passa d'altezza a rappresentare un tributo ai 533 imolesi caduti durante la Grande guerra) stagliata sull'acciottolato della piazza Matteotti, dove anche il Municipio si specchia. Il trasloco della stele che il Comune voleva disperatamente da almeno 40 anni per avere la piazza sgombra è diventato ufficiale nell'aprile di quest'anno, quando le ruspe hanno iniziato a scavare e una task farce di tecnici con speciali imbracature e carrucole ha in pochi giorni cancellato la presenza dell'Obelisco. TUTTO REGOLARE fino al siluro dell'altro giorno, quando il Tar ha dato ragione al Comitato dei parenti dei Caduti sancendo che «il trasloco della stele verso un'altra piazza più defilata e tutti gli atti legati alla riqualificazione della piazza sono da annullare». Una bella mazzata per il Comune, dove a comandare sono i Ds. Forse tardiva però: c'è già stato infatti il tempo per far sloggiare il Monumento, spostarlo nei magazzini per un restauro, trovare sotto il suolo tracce di una pieve del Trecento e una valanga di reperti archeologici ma anche per ripavimentare parte della piazza che, dicono gli amministratori, a febbraio verrà ridata agli imolesi. Ergo? Il sindaco Massimo Marchignoli dichiara di andare avanti tranquillamente coi lavori e si prepara a un ricorso al Consiglio di Stato che già nel 2003 aveva dato ragione al Comune. Sissignore, perché il trasloco del Monumento è già finito più volte nelle aule di un tribunale. Nel 1943 il primo intervento contro la stele: a essere rimossi furono i fasci littori che si trovavano in cima al Monumento. Negli anni '60 un nuovo dibattito: l'Obelisco deve lasciare la sua 'casa', e piazza Matteotti deve tornare libera come in origine. Nel dicembre 1987 viene approvato lo spostamento del Monumento (con una spesa di 100 milioni di lire) ma il tentativo non va a buon fine. Nel '93 la stele perde altre parti: si tratta delle lapidi coi nomi dei Caduti, ricollocate in un giardino del centro. Nel 2001 il Monumento viene addirittura 'imbragato' ma ancora una volta, quando i lavori stanno per partire, arriva uno stop. Fino all'aprile di quest'anno, quando i lavori scattano e il Comune impiega per l'operazione due milioni di euro. Ma adesso la 'bomba' del Tar, quasi una nemesi, rimanda in tilt la città.