è UN'ALTRA alluvione che bisogna prevenire e fermare. E' quella dei furti delle opere d'arte. Lo ha detto il prefetto Andrea De Martino intervenendo all'inaugurazione del nuovo museo dell'Opera di Santa Croce dove ieri sono state ricollocate 19 opere danneggiate dall'Arno e seppellite dal fango. Questi capolavori, salvati miracolosamente dagli esperti dell'Opificio delle Pietre Dure e da bravissimi restauratori che lavorano per le soprintendenze, sono tornati al loro posto. Ma quelli che sono stati rubati faranno altrettanto? Prevenire è la parola d'ordine per evitare che il fiume tracimi un'altra volta, ma anche per impedire che continui ad esserci un'alluvione di furti di opere d'arte. «Negli ultimi due anni ha aggiunto il prefetto ci sono state 258 denunce di furto in tutta la Toscana. 46 sono state presentate a Firenze». Una denuncia non vuoi dire che i ladri hanno portato via una sola opera d'arte. Allo Stibbert, il 6 giugno di quest'anno, ne è stata presentata una per la sparizione di 40 spade di samurai. Il 13 luglio di quest'anno, invece, sono stati rubati al Bargello, uno dei musei nazionali più importanti d'Italia, tre antichissimi e preziosi gioielli in oro, databili fra il dodicesimo e il quindicesimo secolo che erano custoditi in una te-ca della «Saletta delle religioni». Ma anche in San Marco, il 25 giugno, è stata rubata una formella funeraria fissata al muro del Chiostrino con quattro staffe metalliche. Le opere d'arte ha detto il prefetto sono ricercatissime dai ladri. Si ruba droga, armi e subito dopo opere d'arte. Ovunque esse siano. Nel novembre del 2003 si è avuta notizia del furto a Santa Maria Nuova di cinque corali in pergamena del valore di due milioni di euro. Ognuna delle cento pagine miniate potrebbe essere venduta per ventimila euro. POCHI GIORNI avanti nella biblioteca del collegio Alla Querce venne rubato il libro più prezioso e più raro: un vangelo con calendario litugico miniato risalente al 1200, del valore di oltre mezzo miliardo delle vecchie lire. Una pagina venne tagliata anche da un incunabolo conservato nella Biblioteca Nazionale. Opere del 1600 sono sono state rubate nel 2004 nella chiesa di Santa Maria a Pontanico, vicino a Compiobbi, ma furti ci sono stati anche nella chiesa dei santissimi Gaetano e Michele in piazza Antinori: paramenti, addobbi e un crocifisso in bronzo della scuola del Giambologna. Denunce di furto sono state presentate da banche, da proprietari di ville sulla Bolognese. Il prefetto ha detto che si «stanno rafforzando le difese passive», intendendo i sistemi di sicurezza dei musei pubblici. La prossima settimana, il 15 novembre, comincerà intanto un corso di formazione del personale addetto ai servizi di sicurezza e vigilanza che coinvolgerà tutti i musei statali e comunali. Seicento sono le persone che frequenteranno il corso che si terrà nella sede della prefettura, in via Giacomini. Gli insegnanti sono ufficiali dell'Arma dei carabinieri e funzionati di polizia. Si parlerà di sicurezza e rischio, di difese fisiche ed elettroniche, ma anche degli uomini che entrano nel museo: dal custode al visitatore. In gruppi di cinquanta impareranno a fronteggiare eventuali emergenze. Ma questa sarà solo la prima iniziativa alla quale ne seguiranno altre. AFFOLLATISSIMA era ieri la sala del Cenacolo nella quale ha parlato il prefetto durante l'inaugurazione del nuovo museo di Santa Croce, a testimonianza dell'affetto della città verso la basilica, simbolo insieme al Cristo di Cimabue, dell'alluvione e, ieri, della rinascista. Il cardinale Antonelli, impegnato nell'opera pastorale, ha inviato un messaggio nel quale si dice che i lavori di restauro delle opere d'arte costituiscono un degno ed efficace modo di ricordare i giorni del diluvio. Il sindaco Leonardo Domenici era emozionato e felice per il ritorno dei 19 capolavori. La soprintendente del Polo Museale, Cristina Acidini, ha aggiunto che ciò è stato possibile per la tenacia di due uomini: Umberto Baldini e Ugo Procacci. Il soprintendente Bruno Santi ha ricordato l'opera miracolasa dell'Opificio delle Pietre Dure, ma anche quella dei restauratori come Lisa Venerasi Pesciolini, Rita Alzeni, Lucia Dori, Lucia Biondi che ha restaurato la travolgente Assunta di Giuseppe Bezzuoli.