E Regalbuto sogna di fare come Disneyland DAL NOSTRO INVIATO REGALBUTO Fumerà come l'Etna, che è proprio lì dietro. Ma sarà fatto di cemento e ci correrà dentro un treno. Un vulcano finto accanto a quello vero. E fabbricheranno anche un Colosseo. Dal lago le gondole scivoleranno verso piazza San Marco, su una collina svetterà il Campidoglio, a valle si vedrà la Tour Eiffel e in fondo le Piramidi. Eccolo, come un miraggio fra i campi sperduti della Sicilia, il parco dei divertimenti più grande d'Europa. Sconfinato quanto e più di Euro-Disney a Parigi, esteso quattro o cinque volte Gardaland, più faraonico del Mirabilandia di Ravenna, sarà una mecca di plastica e cartapesta questa opera milionaria che leggiamo nella brochure stampata con tanto di bandiera italiana e stemma della Trinacria - «segnerà una svolta epocale per lo sviluppo dell'intera regione». E' proprio un miracolo quello che sta per compiersi a 59 chilometri da Catania e a 128 da Palermo, per grazia ricevuta un paese di 8 mila abitanti verrà invaso da più di 8 milioni di turisti in cinque anni, quasi il doppio di quanti sono tutti i siciliani. E sarà sommerso da una valanga di soldi che tramuterà per sempre la sonnolenta Regalbuto in una capitale mondiale dello spasso. O almeno così la raccontano i protagonisti del più colossale investimento privato nel turismo mai tentato prima nell'isola, un giovanissimo avvocato di Giarre e un uomo d'affari di Zafferana Etnea che parlano a nome di un gruppo franco svizzero pronto a far diventare uno dei luoghi più disabitati della Sicilia il paradiso dei giochi. Con due alberghi da duemilaseicento posti letto, campo da golf a 27 buche, ristoranti e discoteche, cinema, sale congressi, parcheggi, pezzi di città italiane e americane rifatte, canali, rotaie, strade, svincoli, un eliporto, un centro di produzione televisivo, una cinquantina di bus navette che andranno avanti e indietro: un'ora e 20 minuti per Taormina, un'ora e 35 minuti per Agrigento, un'ora e 40 minuti per Siracusa. Numeri e tabelle di marcia da ca-pogiro. Per l'estensione dell'opera: 246 ettari di alture e pianori intorno allago Pozzillo, in provincia di Erma. Per i costi: 624 milioni di euro. Per i tempi di realizzazione: meno di 3 anni. Per scoprire come tutto ciò possa davvero avverarsi verso la metà di novembre quando al ministero delle Attività produttive e alla Regione siciliana sarà definitivamente approvato il progetto abbiamo incontrato in un piccolo studio legale ai piedi dell'Etna l'avvocato Mario Cavallaro, il portavoce dell'Atlantica Invest Ag di Basilea, sigla sotto la quale quattro società (la Viamat, gigante svizzero della logistica e dei trasporti con filiali dal Sudamerica a Singapore, la Oth, l'Adventic e la Green Tree degli Oeri, azionisti della Roche e del Basilea Football) punteranno «sul futuro della Sicilia». Fino a un paio di anni fa l'avvocato Cavallaro si dedicava a piccole cause civili, dividendosi fra il Tribunale di Catania e quello di Palmi, oggi espone una nuova targa di ottone sulla porta d'ingresso: «Studio legale associato Cmp, International Trading Consulting». Spiega subito l'avvocato: «La maggiorpartedel denaro ce lo stanno mettendo i privati, non sarà un parco all'americana: il 65 per cento della superficie è destinata a verde e darà avvenire a tanti giovani disoccupati». L'ideatore del maxi parco si chiama Rosario Musumeci, è un imprenditore emigrato in Svizzera dove a quanto pare ha fatto fortuna. Gli investitori a un certo punto stavano scegliendo la Turchia, Musumeci li ha convinti a scommettere su Regalbuto. Quasi 485 milioni usciranno dalle casse dell'Atlantica Invest Ag, 114 quelli che verserà lo Stato attraverso Sviluppo Italia. E poi la Regione ha già garantito i primi 25 milioni di euro per le «infrastrutture», soldi che racconta Giuseppe Nunzio Scornavacche, sindaco diessino di Regalbuto. Ricorda: «Qui prima c'erano più di 13 mila abitanti, la popolazione si è praticamente dimezzata per l'emigrazione: un'occasione come questa se non arrivava sarebbe stato nostro dovere cercarla». Ci crede naturalmente più di tutti lui, il sindaco Scornavacche. Già pensa al centro serviranno per la bretella che dovrà collegare in 9 chilometri l'autostrada Palermo-Catania al lago. Quando fu presentato aliatine del 2001, il progetto prevedeva una spesa di 830 milioni di euro. Qualcuno lo bocciò, altri preferirono ridimensionarne confini e costi. Poile pressioni del governatore Totò Cuffaro e di una folta schiera di deputati del centro Sicilia fecero «camminare» sempre più velocemente le carte, superando di mese in mese ogni intoppo burocratico. Sono tutti d'accordo, tutti lo vogliono. Destra. Sinistra. Centro. Dicono che porterà almeno 3 mila posti di lavoro durante la sua realizzazione e poi altri 1200 o addirit-tura2000. «Senza contare l'indotto», storico da ristrutturare, ai bed and breakfast che apriranno nella sua Regalbuto, ai milioni di turisti. E conclude: «Un impianto chimico inquinante non lo avremmo mai accettato, ma un parco così mi sembra un'opportunità irripetibile». Il 29 luglio del 2005 il progetto è stato «ammesso» all'istruttoria in ministero, il 4 aprile del 2006 hanno approvato il «contratto di localizzazione», il 22 settembre scorso una delibera del governo regionale ha annunciato lo stanziamento dei primi 25 milioni di euro. E ora, il 23 novembre, la firma per l'ok definitivo al parco. Sono già state avviate le procedure per l'acquisto dei terreni, che gli svizzeri stanno comprando a prezzi di mercato e anche di più. Poi le ruspe e i bulldozer cominceranno a scavare. E a trasportare terra intorno al lago Pozzillo, una delle dighe artificiali più grandi d'Italia, 7 chilometri in lunghezza, 2 in larghezza e sullo sfondo l'Etna già imbiancato. E poi ancora spianeranno per i parcheggi, tireranno su i due albergoni. E una Torre di Pisa, la piazza della Signoria, il corso di Taormina, le due rive della Senna, un villaggio del vecchio West e un altro svizzero con l'inevitabile omaggio di una casa del cioccolato, un mare del Nord con le imbarcazioni vichinghe, il circuito di Monza, un angolo di Lousiana e altro obolo un Palazzo dei Normanni, la sede dei 90 deputati della Regione. I lavori dovrebbero iniziare giàneiprimimesidel2007efinirenel 2009, quando il grande parco aprirà. Il biglietto costerà 25 euro. Come si chiamerà, ancora non lo dicono. «E' un segreto, lo faremo sapere solo all'ultimo e sarà una sorpresa», giura l'avvocato Mario Cavallaro dello «Studio legale Associato Cmp International Trading Consulting» di Giarre.
la Repubblica
8 Novembre 2006
Colosseo, Tour Eiffel e Piramidi un megaparco davanti all'Etna
AT
Attilio Bolzoni
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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