VENEZIA Tesi, come studenti prima dell'esame. Un po' emozionati, quasi fossero degli, sposi prima del sì. Si sono presentati ieri pomeriggio per la prima volta a Ca' Farsetti i due contendenti di Punta della Dogana. Da una parte il gruppo di palazzo Grassi (dalla Francia sono arrivati addirittura in nove), dall'altra quello capitanato dalla Guggenheim (sei gli esponenti della cordata a cui aderiscono anche Regione e Munus, società del finanziere milanese Alberto Rigotti). Convocata dalla commissione esaminatrice presieduta da Luigi Bassetto per alcune non ben definite «delucidazioni», la riunione si è dilungata per più di due ore con qualche piccolo fuori programma e con una conclusione che rappresenta l'ennesimo niente di fatto: l'11 dicembre altro incontro, stavolta però senza le due parti. Primo ad arrivare alle 15 è stato il folto gruppo francese con l'amministratore delegato di palazzo Grassi Jean-Jacques Aillagon in testa. Con lui tutto lo staff di monsieur Pinault, da quella Alison Gingeras che ha curato la prima esposizione nel nuovo palazzo veneziano alla consulente per l'arte italiana Elena Geuna passando per Caroline Bourgeoise (esperta di videoarte) e per il legale Maria Grazia Romeo. Dopo di loro la squadra della Guggenheim con Philip Rylands e l'avvocato Biahchini davanti a tutti. Ancor prima dell'ingresso nella sala, il primo piccolo inciampo e la prima sorpresa: le due parti verranno ascoltate assieme, viene specificato, perché ci sono delle «questioni metodologiche» da chiarire. Achille Bonito Oliva, Carlo Magnani e gli altri esponenti della commissione però rassicurano le perplessità di Aillagon: «Non si preoccupi, i dettagli del vostro progetto non verranno comunicati all'altro contendente». Trascorre un'ora ed ecco che dalla saletta esce al completo il gruppo francese, visibilmente contrariato. Bocche cucite con i presenti e i collaboratori di Pinault che si riuniscono in un angolo del salone a discutere per venti minuti di chissacché. C'era infatti ma questo lo si è saputo dopo un documentò da sottoscrivere nel quale venivano chiesti ai due concorrenti alcuni ulteriori chiarimenti. Con ogni probabilità la commissione prima di prendere la decisione definitiva che dovrebbe arrivare entro l'anno vuole avere delle garanzie in meritò alle opere d'arte che i due gruppi hanno intenzione di esporre a Punta della Dogana. Nelle chiacchiere a bordo riunione è stato fatto riferimento alla questione della rotazione (non un museo del contemporaneo, dunque, ma esposizioni temporanee) e a quello legato ai lavori (una panoramica il più possibile completa sulla dimensione della contemporaneità). Al termine, nonostante la tensione palese nei volti, commenti distesi da entrambe le parti che hanno finito per sottoscrivere arrivati a questo punto sarebbe stato difficile fare diversamente l'impegno chiesto. «Porteremo alla commissione i dettagli richiesti sulle opere» hanno dichiarato sicuri Aillagon e Rylands. Prossimo round tra poco più di un mese.
Pinault e Guggenheim sotto esame per le opere. Il Comune vuole garanzie
I due contendenti per l'esposizione a Punta della Dogana, il gruppo di palazzo Grassi e quello della Guggenheim, si sono incontrati ieri pomeriggio alla Ca' Farsetti per discutere delle loro proposte. La riunione è stata convocata dalla commissione esaminatrice presieduta da Luigi Bassetto per chiarire alcune questioni metodologiche. I due gruppi hanno espresso le loro preoccupazioni e hanno richiesto ulteriori chiarimenti sulla rotazione e sui lavori. La commissione ha chiesto ai due contendenti di sottoscrivere un documento con i dettagli richiesti. La riunione è stata tesa, ma entrambe le parti hanno finito per sottoscrivere il documento. L'esposizione è prevista per l'11 dicembre.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo