Parcheggi nei Sassi Un invito al dialogo Matera Le Sopritendenze per i Beni ambientali e architettonici della Basilicata hanno avviato da ieri una fase di confronto con enti locali, associazioni e cittadini di Matera per migliorare il progetto di riqualificazione di un'area vicina alla chiesa di Sant'Agostino, nei rioni Sassi, da destinare a parcheggio interrato e sistemazione a verde della superficie. Lo hanno annunciato i soprintedenti per i beni ambientali e del paesaggio, Giovanni Giovannucci, e dei beni architettonici, Attilio Maurano: «L'avvio del confronto - ha detto Giovannucci - parte dalla necessità di avviare un dibattito su un progetto che ha ottenuto, comunque, i diversi pareri di legittimità». Il progetto, che rientra nell'accordo di programma del 1998 tra Regione Basilicata e Ministero per i Beni Culturali, prevede un investimento di un milione di euro. «È il momento del dialogo» L'invito viene dalla Soprintendenza, ma i lavori sono già in corso MATERAUn aspetto positivo è maturato a valle dell'incontro con il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, Antonio Giovannucci, e con il soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio, Attilio Maurano. Non è questione di «odio personale», come era stato in qualche modo lasciato intendere o probabilmente solo frainteso. E perché mai? Del resto, alla luce delle responsabilità cui devono quotidianamente far fronte, è scomodo solo immaginare di mettersi nei panni di funzionari dello Stato che, notoriamente, rispetto a loro colleghi più fortunati, non navigano certo nell'oro. Odiarli, poi... Le cose stanno diversamente. C'è un'attenzione della città, che non è minoritaria e che la Soprintendenza, in quanto stazione appaltante, dovrebbe valutare. Discutere di lavori pubblici è sempre lecito, non solo nel caso di Sant'Agostino. Tuttavia, se si considerano i buoni rapporti dei funzionari locali, anche con il mondo della comunicazione, davvero non si comprende perché, ufficialmente, la disponibilità al confronto in questo caso giunge solo ora, nel bel mezzo di un cantiere già in itinere. Ieri mattina, prima di un incontro con le associazioni fissato nel pomeriggio, c'è stata una conferenza stampa. Non consueta perch, in qualche modo, anche singoli cittadini hanno inteso portare la loro testimonianza. Insomma, i lavori secondo la Soprintendenza non avvengono in un ex giardino. Anzi, si tratta di un'area marginale del convento, abbandonata e in tempi non molto lontani ridotta pure a pollaio. Una cosa che è vera, ma che non esclude categoricamente che si trattasse di un giardino - ci sono altre testimonianze che affermano il contrario. In ogni caso, non è neppure questo il punto. E il fatto che il degrado appartenga più alla nostra epoca, dopo tutto, in questi ultimi venti anni, non avrebbe impedito proprio alla Soprintendenza - sempre attenta e sensibile a queste tematiche - il ripristino dell'antico decoro del passato. Ma forse questa è un'altra storia, oppure, è proprio la storia che si sta scrivendo intorno a un progetto, quello che, se si esclude qualche tecnico dell'ente di via D'Addozio e poche altre eccezioni, alla comunità non piace. Tutta e sola malafede? Non è piaciuto, per esempio, l'avvio dei lavori a chi non dimentica che per altri interventi la Soprintendenza ha organizzato incontri pubblici di rilievo e di grande impatto divulgativo, mentre questa volta non ha ritenuto in alcun modo favorire un confronto a viso aperto, a monte, "preparatorio". Il dialogo, poi, ieri mattina è stato assicurato da un lato e, dall'altro, reso abbastanza problematico, se si considera che comunque la disponibilità a "correggere" il tiro non c'è. Almeno, quando è stato usato questo termine il diniego è sembrato a tutti abbastanza evidente. Nessuna marcia indietro. Nessun errore di valutazione, il parcheggio va avanti. «Il fatto che la legittimità degli atti è fuori discussione - ha anche detto Giovannucci - non significa che non c'è la volontà a discutere sul da farsi. Ma fino a questo momento sono venute solo critiche, non proposte migliorative». Migliorare l'intervento, un'intenzione nobile che si scontra con il fatto che se gli atti fossero illegittimi la cosa sarebbe di esclusiva competenza di chi è preposto a far rispettare le leggi. D'altro canto, da cittadini e associazioni non è un problema tecnico che viene sottoposto all'attenzione della Soprintendenza. Ognuno deve fare il suo mestiere. Il tema è altro ed emerge dalla stessa terminologia del progetto quando si parla senza mezzi termini di autorimessa sotterranea per 50 auto. Ecco, il nodo da sciogliere è tutto in questioni apparentemente terminologiche, ma che nascondono una sostanza difficile da eludere. La Soprintendenza deve farsi carico di realizzare autorimesse? È questa, chiamiamola così, la sua ragione sociale? Certo ci sono i soldi, ma perché dire a cose fatte come s'intende spenderli? Sono pubblici o no? Certo che le auto parcheggiate all'esterno degli uffici non sono un bello spettacolo. Ma non scopre il fianco a un minimo d'egoismo un parcheggio pensato e destinato solo per i propri dipendenti? «Su questo - ha precisato Maurano - benché prematuro, non è detto che non si stia già facendo mente locale». Insomma, a livello di "accordi" futuri c'è pure la prova di una capacità di previsione che va oltre il progetto. Non può essere altrimenti. Dare atto ai funzionari locali di disponibilità è doveroso. È accaduto un'infinità di volte e si presume che debba accadere ancora, così come dovuto è il rispetto a una persona di 69 anni, il dott. Giovannucci. Ha ammesso, tra l'altro, che fino a tre mesi fa della vicenda non sapeva nulla. Non si può tacere, però, carte in regola a parte, che il problema è altro. È di carattere culturale, proprio come quelli a volte ha efficacemente sollevato la Soprintendenza, spesso ancor prima d'intervenire a norma di legge e ricevendo unanimi apprezzamenti. Perché andare lontano? È accaduto con il parcheggio su più piani che si voleva realizzare nello stesso sito qualche anno fa. Difficilmente sarebbe stato bloccato senza l'azione del ministero, caso additato come esempio di corretta vigilanza sul bene pubblico. Difficile che oggi la stessa Soprintendenza riceva il plauso dei materani, una città che quell'autorimessa destinata ai dipendenti ministeriali proprio non riesce a digerirla, non c'è bicarbonato che tenga. Qualcuno ha contribuito, forse anche senza volerlo, ad alzare un bel muro, molto più duro dei mattoni. Difetto di comunicazione, limiti della vecchia civiltà contadina, di una realtà oltremodo prevenuta?
MATERA confronto tra soprintendenza e enti locali per il parcheggio
La Soprintendenza per i Beni ambientali e architettonici della Basilicata ha avviato un confronto con enti locali, associazioni e cittadini di Matera per migliorare il progetto di riqualificazione di un'area vicina alla chiesa di Sant'Agostino, nei rioni Sassi, da destinare a parcheggio interrato e sistemazione a verde della superficie. Il progetto, che rientra nell'accordo di programma del 1998 tra Regione Basilicata e Ministero per i Beni Culturali, prevede un investimento di un milione di euro.
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