Demoni che osservano arrabbiati il Cristo disceso agli inferi mentre salva le anime e un piede d'altare del Bronzino sono due aspetti inediti del nuovo allestimento del Museo dell'Opera di Santa Croce. Da oggi è possibile ammirare il ritorno di 19 opere, 8 delle quali ferite dall'alluvione di quarant'anni fa. Le altre provengono da musei e depositi che le hanno ospitate in questi anni, ma tutte in origine appartenevano alla basilica. Insieme al Crocifisso del Cimabue, simbolo della tragedia che nel '66 ha colpito le opere d'arte fiorentino, permettono così di riaprire il museo con un allestimento rinnovato. «Abbiamo cercato di rispettare la volontà di chi ha preceduto - spiega Brunella Teodori della soprintendenza per il patrimonio storico artistico. - Le opere infatti sono state sistemate in un misto tra l'allestimento previsto negli anni '60 e quello della metà degli anni 70». Così nella sala delle sculture sono tornati i bassorilievi del Giambologna e del Bezzuoli, nel cenacolo due meravigliose pale del Bronzino e del Salviati devastate dall'alluvione. «La 'Deposizione dalla Croce' del Salviati - spiega Marco Ciatti, direttore del settore dipinti mobili dell'Opificio delle pietre dure che si è occupato dei restauri - dopo l'esondazione dell'Arno è stata ritrovata spezzata in più tavole. C'è voluto un lungo lavoro per recuperare l'opera e il suo colore». I lavori di restauro della pala con la 'Discesa di Cristo agli inferi' del Bronzino ha portato alla scoperta dell'immagine di alcuni demoni che erano stati occultati negli anni, forse perchè giudicata inadatti a un'opera sacra. Sotto la pala è stato collocato anche un gradino d'altare inedito sempre attribuito al Vasari. «Era nel convento di Santa Croce nascosto dal fango spiega Brunella Teodori. - Lo abbiamo ritrovato tre anni fa e dopo una prima ripulitura e con la consultazione dei documenti abbiamo potuto attribuirlo allo stesso Bronzino. Probabilmente insieme alla pala faceva parte dell'altare Zanchini Ricasoli, posto nella controfacciata della basilica. Per questo abbiamo voluto esporli nuovamente insieme». Al museo dell'Opera di Santa Croce toma anche una Madonna dolente, frammento di affresco attribuito a Giotto. In mostra anche un olio nel XVII secolo della bottega di Jacopo da Empoli, l'Assunzione della Vergine di Giuseppe Bezzuoli (1840), la Trinità tra santi di Neri di Bicci. Nelle sale del museo anche un volto di Cristo di Niccolò di Pietro Gerini del 16 esimo secolo, il San Bonaventura di Domenico di Michelino, la Madonna col Bambino e santi di Nardo di Cione. A Santa Croce tornano inoltre il polittico di san Giovanni Gualberto di Giovanni del Biondo, San Jacopo dipinto da Lorenzo Monaco, l'Incoronazione della Vergine di Lorenzo di Niccolò, San Bernardino da Siena di Rossello di Jacopo Franchi. La mostra sarà inaugurata oggi dal sindaco Leonardo Domenici.Saranno presenti anche il soprintendente al patrimonio storico e artistico Bruno Santi, l'arcivescovo Antonelli, il prefetto De Martino e la soprintedente Cristina Acidini. Nei prossimi mesi poi sarà pronta la catalogazione informatizzata delle opere di Santa Croce e della gestione, conservazione e restauro dei suoi beni.
La riscoperta dei tesori Tornano le opere restaurate
Il Museo dell'Opera di Santa Croce di Firenze è stato riaperto con un nuovo allestimento dopo 44 anni. 19 opere d'arte, tra cui 8 danneggiate dall'alluvione del 1966, sono state restaurate e riportate in mostra. Le opere includono opere del Bronzino, del Salviati e del Giambologna. Una delle opere più interessanti è la 'Deposizione dalla Croce' del Salviati, che è stata restaurata dopo essere stata devastata dall'alluvione. Sotto la pala è stato ritrovato un gradino d'altare inedito attribuito al Vasari. Altri oggetti esposti includono una Madonna dolente attribuita a Giotto, un olio del XVII secolo e una Trinità tra santi di Neri di Bicci.
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