L'architetta, originaria della Bretagna, sta lavorando al progetto per realizzare e completare il "Macro" di Roma Roma Quando si dice "la donna dei tre musei" non ci si può sbagliare. Il riferimento è necessariamente ad Odile Decq. L ' architetta francese nata in Bretagna (ma ultimamente trascorre parecchio tempo in Italia) ha infatti tre progetti tra le mani sull'argomento "luoghi per esposizioni": il museo Macro di Roma, quello di Elle a Neuhaus (Austria) e il museo di Ren. Chi ha visto la Decq anche una sola volta non può non essere incuriosito da questa figura di donna in bianco e riero che in Francia è nota con il soprannome di "La dame noir". L'architetta, infatti, estate e inverno è sempre pallidissima e indossa esclusivamente abiti scuri che riprendono il tono corvino dei capelli. Diciamo che, nei modi come nell'aspetto, è decisamente bretone al 100. Schiva e poco loquace, se pur sempre gentile, si muove così discretamente che si nota per forza. Ma un messaggio forte passa attraverso i suoi lavori. E c'è da scommettere che se nei prossimi anni avremo musei più moderni, e ispirati a concetti innovativi, sarà anche per merito suo. Ognuna delle creature museali della Decq è diversa dall'altra, ma in tutte vince una nuova filosofia: unire il piacere di conoscere l'arte a quello di trascorrere in luoghi gradevoli e armoniosi il proprio tempo libero. In-somma, una sorta di educazione al bello a 360 gradi. Anche se lei di fronte a queste definizioni si schermisce e dichiara: «La cultura del mondo museo è sempre uguale, la differenza casomai sta nel modo in cui il luogo è vissuto dalla gente, con più tempo e voglia di interagire con questa realtà. Per esempio tra il Macro e il museo di Ren non ci sono contrasti culturali: quello che cambia, casomai, sono il taglio e la misura dell'edificio a causa delle condizioni dell'ambiente e dei finanziamenti ricevuti». Ma i romani, invece, dal Macro si aspettano molto. Da grande complesso industriale, costruito agli inizi del XX secolo, l'edificio principale è stato convertito in un dinamico centro di attività culturali. La prima fase della ristrutturazione è stata completata sei anni fa e, immediatamente, il complesso si è imposto come apprezzato punto d'incontro della città. Il progetto della Decq, che sarà completato nel 2008, si prospetta come parecchio dirompente per gli equilibri attuali. «L'immagine che ho di Roma è quella delle piazze e delle terrazze private spiega l'architetta francese il progetto del Macro è la sintesi di questi due concetti con una grande piazza, aperta a tutti, sopra un'ampia terrazza. L'inserimento della nuova struttura mira a camuffare il museo rendendolo invisibile e, dal livello più alto dell'edificio ristrutturato, sarà possibile vedere la nuova porzione del Macro, come un giardino panoramico astratto». A conferma che la città deve vivere un museo come un piacere quasi fisico la Decq ha previsto: «Un ristorante situato al livello attico organizzato con una terrazza nel giardino e una serie di affacci sulla strada che permettono l'interazione fra l'arte contemporanea e la città. L'importante è portare il visitatore in un cammino che lo sorprende creando l'attrattiva più forte dell'edificio». Ma il nome Odile Decq, naturalmente, non è solamente sinonimo di musei. Ultimamente a Firenze con un'altra collega "illustre" come Zaha Hadid sta lavorando ad una serie d'edifici d'autore. Ha realizzato un padiglione per il centro informazione di Shanghai di 1500 metri quadrati e delle case da esposizione che illustrano i vari modi di abitare. Ultimamente si è dedicata anche al settore nautico, forse spinta dalle sue origini breto-ni che le risvegliano una forte passione per tutto ciò che è acqua. E. infatti, parla con entusiasmo della sua attività: «Ho terminato da poco una barca di cui sono molto orgogliosa. Ha una scocca che sembra si muove all'interno per ricevere gli arredi e rivoluziona il concetto d'imbarcazione perché non ci sono spazi obbligati. In pratica è come se fosse un loft che si adatta alle esigenze degli abitanti».
Roma. Macro. Odile Decq, la " dama nera" dei Musei
Odile Decq è un'architetta francese nata in Bretagna, nota per i suoi progetti di musei e spazi espositivi innovativi. Ha lavorato al museo Macro di Roma, al museo Elle a Neuhaus (Austria) e al museo di Ren. Il suo progetto per il Macro di Roma prevede una grande piazza aperta a tutti, sopra un'ampia terrazza, con un ristorante al livello attico e una serie di affacci sulla strada. Decq vuole unire il piacere di conoscere l'arte a quello di trascorrere il tempo libero in luoghi gradevoli e armoniosi. Il suo progetto è stato definito "dirompente" per gli equilibri attuali della città.
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