Nel 2002 i pellegrini che hanno camminato lungo la via Francigena erano 56, l'anno scorso 148. Un piccolo ma significativo incremento, che però non la dice tutta sulla suggestione e sulle potenzialità dell'itinerario che i pellegrini percorrevano, soprattutto dal decimo secolo in poi, per recarsi dalle Alpi a Roma, a pregare al soglio di Pietro. I dati registrano solo coloro che si sono presentati in Vaticano per ritirare il Testimonium, il documento che attesta la fine del pellegrinaggio. A voler considerare anche coloro che arrivano a San Pietro ma non ritirano la pergamena, si possono stimare 1.500 pellegrini l'anno. Se si aggiungono quelli che percorrono la Via in bici, nonché le altre persone, non legate direttamente al pellegrinaggio ma comunque attratte dai luoghi, si arriva già oggi a un numero di presenze tra le 50mila e le 75mila. Certo si è ancora lontani dalle statistiche del Camino di Santiago de Compostela, in grado di calamitare 94mila presenze l'anno. Il Camino è stato riconosciuto Grande itinerario culturale dal Consiglio d'Europa, riconoscimento di cui dal 2004 può fregiarsi anche la via Francigena, che sta cercando di ripercorrere i successi del più noto pellegrinaggio spagnolo. Già 70 dei 150 Comuni interessati dagli oltre 900 chilometri del tracciato si sono associati per valorizzare l'itinerario. E ora esiste anche un progetto dell'Associazione Civita, con l'Associazione europea delle vie Francigene, per restituire centralità al pellegrinaggio. L'iniziativa compirà un ulteriore passo: mercoledì prossimo a Firenze sarà presentato lo studio sulla valorizzazione della via Francigena. Il documento indica gli interventi da realizzare e suggerisce ai Comuni come fare rete puntando sul "marchio" identitario della Via, che, soprattutto per le realtà interne più disagiate, rappresenta un'opportunità significativa di rilancio economico, purché - avverte lo studio - si perseguano tre obiettivi: si creino le condizioni per la fruizione turistica, si sviluppi un'economia competitiva ed efficiente, si assicuri una pianificazione ecologica adeguata del territorio.