Più che l'anniversario dell'alluvione, sembra un anticipo di Natale. La visita a Firenze del ministro della Cultura. RuteHi. e del sottosegretario Marcucci, ieri ha «regalato» alla Biblioteca Nazionale e all'Opificio delle Pietre Dure la tanto agognata autonomia. Dopo aver visitato alcune delle sale della Biblioteca, seriamente danneggiata dall'alluvione del '66 e che oggi ospita la mostra «Contro al cieco fiume: 40 anni dopo», Rutelli ha detto: «Lamia presenza qui è per il riconoscimento ad un lavoro importantissimo che è stato fatto e che oggi viene svolto senza riflettori accesi e spesso in un silenzio assordante. Dare autonomia a questa istituzione è l'obiettivo che seguiremo con determinazione». A chiarire i termini di questo cambiamento dello status della Nazionale, per certi versi storico e (speriamo) risolutivo dei tanti problemi che l'affliggono, ci ha pensato Andrea Marcucci, il sottosegretario toscano che si è preso a cuore il destino dell'istituto diretta da Antonia Ida Fontana. «Abbiamo preso l'impegno di fare un piano di riorganizzazione complessivo entro la fine dell'anno o nei primi del 2007. Sia la Biblioteca Nazionale di Firenze, sia quella di Roma, diverranno enti amministrativamente autonomi, com'è oggi il Polo Museale Fiorentino. Significa avere un Cda indipendente - ha proseguito - definire il proprio bilancio e gestire liberamente i fondi, ricercare sponsor ed energie finanziarie all'esterno. D personale rimarrà a carico dell'amministrazione statale, ma ci sarà l'opportunità di ricavi diretti, di prestiti per le mostre e di vendita delle immagini digitalizzate». Per quanto riguarda gli investimenti, come anticipato da il Giornale della Toscana, alla Nazionale arriverà un milione di euro per iniziare il completamento dell'ala ovest della biblioteca; dal momento che questi soldi non saranno sufficienti, sarà aggiunto 1,6 milioni per lo stesso obiettivo, così almeno per i prossimi 3 anni lo spazio necessario, sarà assicurato. E sempre dal Lotto arriveranno 1,4 milioni per mettere in sicurezza l'edificio. Per i fondi da destinare alla sistemazione dei locali dell'ex-caserma «Cintatone e Montanara» (che garantirebbe spazi per i prossimi 20 anni), per i pezzi alluvionati ancora da restaurare (oltre 50rnila) e per l'assunzione di nuovo personale, occorrerà attendere le prossime finanziarie. Il secondo «regalo» riguarda l'Opificio delle Pietre Dure. A distanza dì tre settimane dal «tavolo di concertazione» voluto dalla senatrice Franco, l'ipotesi che si è fatta strada è quella di dotare l'Opificio di completa autonomia, lasciandogli il proprio dirigente. Lo ha detto sempre ièri il direttore regionale dei Beni culturali, Mario Lolli Ghetti, che ha anche annunciato un rapporto più stretto con il Polo Museale Fiorentino. E a margine dei due annunci, in una nota, Dario Nardella, presidente della commissione cultura del Comune, ha detto che «II ministro Rutelli, ha messo la parola fine alla vicenda che riguarda le due istituzioni culturali statali fiorentine. Una presa di posizione che ci lascia soddisfatti». Infine un'anticipazione: nei prossimi giorni la vice soprintendente per i beni architettonici, Paola Grifoni, vaglierà il progetto del Comune per la trasformazione di Piazza Cavalleggeri. É previsto, infatti, che spariscano gli spazi per le auto in sosta e che sia ampliato il grande marciapiede già esistente. Sarà mantenuta solo una corsia per le auto, ma senza possibilità di fermata.