Il ministro dei Beni culturali, Rutelli inaugura alla Biblioteca la mostra sul salvataggio dei libri LA RICORRENZA dell'alluvione ci porta, finalmente, una buona notizia: l'autonomia per la Biblioteca Nazionale Centrale e per l'Opificio delle Pietre Dure. La Nazionale, la più importante d'Italia con i suoi sei milioni di volumi, avrà una propria autonomia amministrativa e contabile, con un proprio consiglio di amministrazione, con un suo bilancio e con la possibilità di cercare sponsor e ricavi anche sfruttando il sito Internet che ogni giorno ha 200mila contatti. Lo ha anticipato il ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli , inaugurando la mostra 'Contro al cieco fiume: quarantanni dopo, allestita alla Biblioteca Nazionale e lo ha poi specificato il sottosegretario Andrea Marcucci. Con la rimodulazione dei fondi del gioco del Lotto, il ministero ha trovato già un milione di euro da spendere subito per J,'ala nuova : della Biblioteca, quella che si affaccia in via Magliabechi, mentre un milione e sei lo re-! perirà nel 2007 per fare una gara unica triennale per i lavori che ancora rimarrano da eseguire. In questo modo la Biblioteca sarà in grado di coprire la crescita dei prossimi tre anni. La Nazionale, infatti, ha bisogno ogni anno di un chilometro e ottocento metri di scaffalature. Un altro milione e quattrocentomila euro sarà reperito per mettere in sicurezza l'edificio. Poi si penserà a ristrutturare la caserma Curtatone e Montanara, in via Tripoli, che garantirà scaffalature per i prossimi venti anni. MA È IN ARRIVO, secondo quanto hanno anticipato il sottosegretario Andrea Marcucci e il direttore regionale per i Beni culturali, Augusto Lolli Ghetti, l'autonomia anche per l'Opificio delle Pietre Dure (un tema che 'La Nazione' ha ripetutamente sollevato). Il comitato tecnico dovrà riunirsi entro pochi giorni per decidere quale delle tre soluzioni privilegiare. La terza via, la Fondazione, è stata scartata. Rimangono sul tappeto l'ipotesi dell'autonomia e quella dell'accorpamento al Polo museale. Ma, per ora, prevale l'idea di dare piena autonomia all'Opificio che, per capacità e professionalità, è il più importante centro di restauro europeo. La decisioneha detto Marcucci sarà presa entro una quindicina di giorni e se questa ipotesi dovesse prevalere, come appare oggi, il decreto che affida piena autonomia all'Opificio viaggerà di pari passo con quello della Biblioteca Nazionale. Entro i primissimi mesi del 2007 i due provvedimenti saranno operativi, insieme ai piani di riordino del ministero. La Biblioteca Nazionale ha ricordato il 4 novembre 1966 con una mostra interessantissima che ripercorre il disastro provocato dall'Arno che sommerse un milione di volumi. Quando l'acqua si ritirò, migliaia di schede rimasero attaccate al soffitto e alle pareti dei corridoi. I volumi vennero asciugati prima nel chiostro di Santa Croce con il borotalco, poi mandati in qualsiasi fornace accesa: dalla Manifattura tabacchi di Firenze, alle fornaci di mattoni di Borgo San Lorenzo e in quelle delle ceramiche di Sesto Fiorentino, ma anche alla centrale termica delle Ferrovie. La rassegna alla Nazionale racconta questo salvataggio, mostra gli strumenti e le tecniche del restauro. Di quel milione di volumi mancano ancora all'appello 17.500 libri antichi e 30mila appartenenti alla sezione 'Miscellanea'. IL MINISTRO RUTELLL arrivato a piedi da Santa Croce, è rimasto visibilmente contento del lavoro fatto. Con lui erano il prefetto Andrea De Martino, il sindaco Leonardo Domenici, il presidente della Provincia Matteo Renzi, l'assessore alla Protezione civile Eugenio Giani, quello alle attività produttive Silvano Gori e l'onorevole Valdo Spini. Rnreiii si è emozionato nel varcare il portone della Nazionale. «Qui sono venuto tante volte, quando avevo vent'anni», ha detto. La direttrice della Biblioteca, Ida Fontana, l'ha accompagnato nelle varie sale, poi gli ha mostrato ciò che era stato recuperato. In una teca della Sala Dante gli ha fatto vedere due esemplari di un antico volume di filosofia. Erano uno accanto all'altro. Il primo è rimasto alluvionato, mentre l'altro è restaurato magnificamente. Così il visitatore si rende conto dell'opera svolta dai tecnici della carta. Rnfeiii è poi rimasto affascinato dalle riproduzioni del vaso etrusco Francois, ma anche dei disegni di Barbieri da Cento, il Guercino, incisi dal Piranesi nel 1764. «Questa visita alla Biblioteca Nazionale ha detto Rutelli è un riconoscimento a un lavoro importantissimo che viene svolto senza riflettori accesi, anzi spesso in un silenzio assordarne. Voglio dare atto pubblicamente del formidabile lavoro di recupero portato avanti in questi quarant'anni». A SALVARE I LIBRI dall'acqua e dal fango ha detto il ministro c'era anche una giovanissima donna, Annida Batori, allora diciannovenne, che si è appassionata a quel lavoro e clic oggi è la direttrice dell'Istituto di patologia del libro di Roma. Armida Batori era proprio di fronte al vicepresidente del Consiglio nella Sala Dante della Biblioteca Nazionale. «L'esperienza fatta a Firenze ha aggiunto Rutelli ha rafforzato nella direttrice Batori quella vocazione che ha fatto di lei la maggiore responsabile scientifica per la tutela del nostro patrimonio librario». Il ministro ha definito la Biblioteca Nazionale un «tempio della cultura nazionale custodito con amore e con grande responsabilità