Da Roma all'Oriente: l'antica via Appia al centro di scoperte, studi e tutela Iniziative e interventi per conoscere e valorizzare la via Appia da Roma a Capua: è questa il tema della tavola rotonda organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla seconda Università di Napoli che si svolgerà martedì prossimo 8 luglio a Roma, a partire dalle ore 10:00 allo Stenditoio del Complesso monumentale del San Michele, Via di San Michele 22. Parteciperanno soprintendenti e esperti del Ministero tra cui Ruggero Martinez, Stefano De Caro, Adriano La Regina, Giuseppe Proietti, assessori all'ambiente e all'urbanistica delle regioni Lazio e Campania, e tutti gli studiosi e gli esperti che hanno lavorato alle ricerche e agli approfondimenti scientifici, realizzando la pubblicazione che verrà presentata nella giornata di martedì, insieme ad una rassegna audiovisiva. La via Appia fu la prima grande via di comunicazione fra il centro, il sud dell'Italia e l'Oriente, la cui realizzazione (con tecniche e opere ingegneristiche moderne) inizio' nel 312 a.C. con il magistrato Appio Claudio Cieco, e si prolungò con ampliamenti successivi, fino al 190 a.C., quando fu terminata la costruzione dei quasi 540 chilometri che collegano Roma a Brindisi. Il primo tratto, dalle Terme di Caracalla di Roma fino a Capua, è la parte più antica e monumentale, e attraversa zone di grande interesse archeologico e naturalistico. La strada, un rettilineo largo quattro metri a doppio senso di circolazione, affiancato da percorso pedonale e marciapiedi, è stata costruita con pietre basaltiche levigate, poligonali e combacianti (un fondo che permetteva la circolazione in qualsiasi condizione atmosferica) che poggiano su uno strato di pietrisco che riempie una trincea artificiale, per ottimizzarne tenuta e drenaggio. Fiancheggiata da grandi ville e monumenti di ogni tipo vicino ai centri abitati, e da stazioni di posta, alloggio e ristoro ogni dieci, quindici chilometri, diventa opera prima della vasta rete stradale dell'Impero romano, addirittura accompagnata, in corrispondenza delle paludi pontine a Terracina, da un canale di quasi trenta chilometri realizzato con opere di bonifica, per alternare con la navigazione il tragitto. Per informazioni: Ufficio stampa MIBAC tel. 066723261 05072003