Da Palombara Sabina a Boston l'Eirene, una statua romana Beni archeologici, missione Usa per Rutelli tra recuperi e prestiti Il Metropolitan restituirà quattro vasi apuli Missione americana per Rutelli. Dagli Usa stanno per restituirci quattro «crateri apuli», preziosi vasi della collezione del Metropolitan. Partono in prestito per gli Stati Uniti una kylix e una bella statua, l'Eirene. I primi quattro «pezzi» ci vengono restituiti dal grande museo newyorchese senza condizioni, l'Eirene che parte in prestito per il «Met» fa invece parte sostanzialmente di uno scambio. Ma per riavere dal Metropolitan il cratere di Eufronios e gli argenti di Morgantina, bisognerà aspettare il 2008 e realizzare un ulteriore giro di scambi. Intanto, è cronaca del mese scorso, sono stati già restituiti dal Fine Arts Museum di Boston 13 capolavori greco romani che sono attualmente in mostra a Palazzo Massimo. Novembre, mese di grandi «scambi» archeologici tra Italia e Stati Uniti. Mese di restituzioni di opere trafugate e di prestiti per ricambiare la nuova disponibilità d'oltreoceano, che va a sanare antiche ferite, quello dello scempio compiuto col trafugamento dei nostri tesori archeologici. Il Metropolitan comincia a restituire quattro crateri apuli, prima «tranche» del contenzioso archeologico ingaggiato dai nostri investigatori e dal ministero sul fronte delle opere trafugate. I crateri andranno ad arricchire la collezione del museo etrusco di Villa Giulia a Roma. Arrivano a giorni, senza condizioni, c'è da far festa. A loro volta, sempre questione di giorni, stanno per partire invece in prestito in direzione del Metropolitan un'importante kylix apula del museo etrusco e soprattutto, verso il Fine Arts Museum di Boston, sta per partire una bellissima statua dell'Eirene. Lo «scambio» vedrà mobilitato a fine mese il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli. che effettuerà un tour tra Boston, Washington e New York. L'Eirene, una grande statua in due pezzi di età giulio-claudia, replica del capolavoro in bronzo di Kephisotodos descrittaci dallo storico Pausania e da Plinio. La replica giulio-claudia dell'Eirene, un capolavoro datato tra il 10 e il 60 dell'era volgare, ha vagato finora tra Palombara Sabina, che ora sta riproponendosi di riaverla indietro, Villa Adriana e il nuovo museo archeologico di Valmontone dove attualmente è in parte conservata. Di fatto, come molti altri capolavori dissotterrati in tutto il Lazio, da Minturno e Scauri fino ad Ardea e alla Sabina, non ha goduto del giusto riconoscimento e della visibilità auspicabile per un simile capolavoro, per il semplice fatto che a tutt'oggi i reperti importanti della regione aldilà dei vari piccoli musei di provincia non trovano ancora una vetrina adeguata per essere goduti. Ora l'Eirene parte e così sembra venir meno il problema, che vede al momento disseminati nei piccoli musei della regione (da Palestrina a Formia) un gran corredo di capolavori, che forse meriterebbero maggiore considerazione e soprattutto un luo- j go dove essere fruiti dalle grandi masse di visitatori che ruotano intorno alle antichità romane. La zona di Villa PoniatowsM, da anni in restauro, dovrebbe essere candidata a raccogliere il Latium Vetus. A quando però un museo archeologico del Lazio fruibile nell'area metropolitana di Roma? LA STATUA L'Eirene, una grande statua in due pezzi di età giulio-claudia, replica del capolavoro in bronzo di Kephisodotos descritta da Pausania e da Plinio. L'Eirene si compone di una testa, bellissima, in marmo pario. E del corpo, coperto da un peplo, in marmo pentelico.