«II problema della cultura è un problema europeo, non di Milano». L'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba ha da tempo abbandonato i toni polemici che tante volte lo avevano contrapposto al sindaco Gabriele Albertini in tema di tagli al suo settore. «L'anno scorso me l'ero presa ammette Carrubba perché le nostre voci erano molto più penalizzate di altre» E oggi? «Oggi abbiamo discusso insieme i tagli di bilancio, abbiamo ragionato e abbiamo condiviso le scelte». Soldi in meno, comunque: «È vero. Anche quest'anno abbiamo decapitato il programma di Milano-Estate. Ma in compenso sottolinea l'assessore abbiamo mantenuto e potenziato i servizi che vanno indistintamente a tutti i cittadini: le biblioteche, i musei, i teatri». Carrubba chiede di spostare l'attenzione su un altro aspetto: «Invece di preoccuparci della solita gara fra i cartelloni agostani di Roma e Milano, perché non guardiamo cosa accade in Europa' Stanno tagliando i festival estivi in Francia, stanno riducendo drasticamente i fondi per le orchestre di Berlino, e molti tagli sono annunciati in Gran Bretagna. Eccolo, il vero problema». Una crisi europea, dunque. Carrubba insiste: «La riflessione vera deve riguardare il fatto che la cultura è già oggi entrata in un periodo di ristrettezze e lo sarà sempre di più. Riflettiamo su questo, cerchiamo alternative e altre forme di finanziamento, perché dobbiamo renderci conto che sempre meno ci sarà il signor Comune a pagare». Inutile pungolare Carrubba sul fatto che il cartellone estivo di Roma sia più ricco di quello milanese: «II paragone va fatto tra due sistemi culturali e non con tre serate al Celio o sull'Aventino. Vorrei sapere quanti soldi ha stanziato Roma per le biblioteche, quante ne sta costruendo, come facciamo noi, qual è il loro contributo per i musei o i teatri. E poi vorrei ricordare che noi abbiamo anche il Piccolo e la Scala, se dobbiamo fare paragoni conclude l'assessore facciamoli seriamente». Detto questo, Carrubba in coda ammette che «una città come Milano dovrebbe riuscire a trovare anche un paio di milioni in più per garantire qualche appuntamento estivo come si deve. Ma se la scelta deve essere fra l'effimero e il non effimero, continuo a scegliere la biblioteca per tutti». Qualcuno chiede di guardare all'Europa anche per i finanziamenti. Cercando, ad esempio, di puntare sui maxi progetti che l'Unione sponsorizza con finanziamenti molto consistenti. Milano aveva tentato la corsa per diventare «Capitale dell'anno»: un colpaccio che è riuscito a Bologna nel 2000 e a Genova per il 2004. Un colpaccio, perché significa garantire alle proprie casse 450 mila euro per varie manifestazioni, oltre a 7-8 milioni di euro per il restauro e il recupero urbanistico e artistico della città. «Ne avevo parlato anche con il commissario Mario Monti insiste Carrubba , ma c'era già Genova ben piazzata. E poi queste cose non le gestisce il sindaco o l'assessore: sono i governi che decidono su chi puntare. E forse sarà un caso, ma negli ultimi anni per quanto riguarda l'Italia hanno puntato su due governi di centrosinistra». La comunità europea mette a disposizione poi fondi mirati per progetti che vengono banditi di tanto in tanto. C'è il programma Cultura 2000, ad esempio, che sostiene iniziative particolari. In questi casi, ci si deve di solito «alleare» con altri Comuni: la città di Mazara del Vallo, ad esempio, ha partecipato al lavoro per valorizzare le Strade dei Pellegrini di Santiago, assieme a Santiago di Compostela e ad alcune associazioni francesi, spagnole e inglesi. Il contributo che i sette associati si sono divisi è di 144 mila euro. In questi casi, vince chi progetta meglio e presenta meglio il suo progetto. Come nei «Gemellaggi tra città», che per il 2003 hanno premiato Chieti (che si è unita a Barcellona e Malmoe per un convegno sulla cultura dell'ambiente). «Sono comunque contributi minimi, che ai grandi Comuni non interessano», taglia corto Carrubba. La vede diversamente l'onorevole Mario Mauro (Forza Italia), vicepresidente della commissione Cultura dell'europarlamento: «L'Europa offre molte opportunità alle amministrazioni attente. Perché non sfruttarle?».
Milano taglia la cultura? E' un problema europeo
L'assessore alla Cultura di Milano, Salvatore Carrubba, ha sottolineato che il problema della cultura è un problema europeo e non specifico di Milano. Ha affermato che le città europee stanno tagliando i fondi per le culture, come ad esempio la Francia e la Germania, e che la crisi europea sta colpendo anche la cultura. Carrubba ha chiesto di riflettere sul fatto che la cultura sta entrando in un periodo di ristrettezze e di cercare alternative e nuove forme di finanziamento. Ha anche affermato che le città europee dovrebbero lavorare insieme per sostenere la cultura e che l'Unione Europea offre opportunità per le amministrazioni attente.
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