VENEZIA - (g.t.) Per cercare e recuperare cimeli della prima guerra mondiale sarà necessario un patentino a pagamento e il titolare del permesso sarà tenuto annualmente a fare una relazione alla Soprintendenza sui luoghi visitati. In caso di ritrovamenti di particolare interesse (per esempio stemmi, graffiti, lapidi) la segnalazione dovrà essere tempestiva. È quanto prevede il progetto di legge regionale presentato dai leghisti Daniele Stival e Flavio Tosi per adeguare il Veneto alla normativa della legge nazionale 78 del 2001 sulla tutela del patrimonio storico della grande guerra che affida proprio alle Regioni il compito di regolamentare l'attività di ricerca e raccolta dei privati cittadini. Insomma, dopo i permessi per andare a funghi o a frutti di bosco ora sarà introdotto anche quello per andare a bossoli, pezzi di granata, scarponi, gavette e quant'altro si può facilmente rinvenire sulle montagne e sulle valli venete lungo la linea del fronte della guerra 1915-18. Sarà consentito l'uso del metal detector e di attrezzi da scavo con un'impugnatura la cui lunghezza massima non può superare i 60 centimetri, mentre la raccolta sarà espressamente vietata nelle aree vincolate a musei all'aperto (tipo quelle sul Lagazuoi e ai piedi delle Cinque Torri) e in zone sacre come quella del Monte Grappa. La legge, composta di cinque articoli, prevede anche sanzioni da duemila a ventimila euro e il ritiro immediato del patentino per chi esegua interventi di modifica, di restauro o di manutenzione di forti, fortificazioni, manufatti militari, trincee, gallerie, camminamenti, cippi, monumenti, stemmi, graffiti e iscrizioni.