E pensare che i reggini lo hanno votato massicciamente Giuseppe Chiravalloti, presidente della Regione Calabria, e i loro voti sono stati «quelli in più» che gli hanno dato la vittoria. Adesso l'idilliosembra essere finito e il risultato del referendum consultivo («Sei (favorevole alla riproduzione dei bronzi di Riace?») che si è concluso ieri dovrebbe confermare la rottura tra la città e il governatore, contro il quale i reggini, sempre passionali, scagliano aggettivi come saette, definendolo insensibile, arrogante, tracotante, ostinato e dispettoso. II perché è presto detto. Chiaravalloti vorrebbe che i Bronzi di Riace fossero clonati e spediti in giro a rappresentare quel che di meglio può mostrare la Calabria al mondo. La cosa piace a pochi e Reggio si ribella con tanto di comitato di difesa dell'identità dei bronzi, opposizione al Tar e al Consiglio di Stato (hanno sospeso la delibera della giunta regionale del giugno 2002 che autorizzava la clonazione), referendum consultivo promosso da Cgil, Cisl e Uil al quale votano pure i quindicenni, "tutto per bocciare un'idea infelice» del presidente che a sua volta boccia qualunque risultato delle urne, in verità ininfluente sul piano pratico, definendo folkloristica la consultazione popolare, di nessun peso e nessun valore. Dette ai reggini, che già da sempre si sentono politicamente derubati per quello che definiscono lo scippo catanzarese del capoluogo di regione (e Chiaravalloti è di Catanzaro), queste cose sono benzina che alimenta un incendio mai spento. Scende in campo il presidente della provincia Pietro Fuda, forzista come Chiaravalloti ma suo nemico da sempre. S'infiamma e invita a votare no il sindaco Giuseppe Seppelliti, uomo di An,, già assessore regionale (gli hanno però tirato le orecchie perché quand'era in giunta non ha fatto nulla per impedire il "misfatto". E guida la ribellione «per gli interessi della città» il consigliere regionale Michelangelo Tripodi dei comunisti italiani che, con un emendamento al bilancio della Regione e una maggioranza trasversale, fa cancellare i 500 mila euro destinati alla clonazione. Destra e sinistra la pensano allo stesso modo. Scelta assurda, penalizzante, quella di Chiaravalloti. La clonazione verrebbe pure fatta con scanner tridimensionali, senza intaccare l'originale, ma sarebbe un danno un «ennesimo torto» per la città. Chi entrerà più al museo dei Bronzi se potrà gustarseli in «documento-copia», clonati come la pecora Dolly, portati a spasso per le piazze e le fiere del mondo? Un no bibartisan s'oppone a Chiaravalloti. E i reggini, nonostante l'afa, disciplinatamente in fila nei seggi allestiti per una intera settimana nelle quindici circoscrizioni e nel week end anche a Palazzo San Giorgio, sede del comune, sono andati ad esprimere il loro parere. «L'affluenza alle urne è stata massiccia, nonostante le difficoltà logistiche e organizzative, ed è espressione di autentica partecipazione popolare», dice Scopelliti. Il risultato è scontato: una valanga di no. Alla clonazione dei guerrieri venuti dal mare e a Chiaravalloti.
772003 - No ai cloni dei bronzi di Riace e Reggio affolla il referendum
Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiravalloti, ha proposto la clonazione dei Bronzi di Riace, che sono stati votati con una maggioranza di reggini. Tuttavia, il risultato del referendum consultivo è stato un netto no, con una valanga di voti contrari alla clonazione. Il sindaco di Reggio, Giuseppe Seppelliti, ha sostenuto la ribellione contro Chiravalloti, che è stato definito "ostinato" e "dispettoso" dai reggini. La clonazione dei bronzi sarebbe stata realizzata con scanner tridimensionali senza intaccare l'originale, ma sarebbe stata una scelta "assurda" e "penalizzante" per la città.
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