Marigliano. Rischiava di essere abbattuto l'ottocentesco palazzo dell'ambasciatore Giulio Cesare Montagna, nel centralissimo corso Umberto. La polizia municipale ha fermato in extremis le ruspe disponendo la chiusura dell'omonima strada per motivi di pubblica e privata incolumità. Erano già stati abbattuti alcuni corpi di fabbrica quando i vigili urbani hanno bloccato i lavori. La soprintendenza per i beni architettonici di Napoli, riconoscendo l'importanza storica del monumento, aveva avviato i procedimenti preliminari per l'imposizione del vincolo. Palazzo Montagna era di proprietà della nobile famiglia che ebbe tra i suoi rappresentanti anche politici dell'Italia post-unitaria. Nel cortile dell'edificio c'era anche una sorgente di acqua minerale. Una storia antica, quella di palazzo Montagna, che rischiava di essere polverizzata come già sta accadendo per altri monumenti storici della città presi di mira dalla speculazione edilizia. Ieri l'ufficio tecnico, dopo aver rilasciato una concessione edilizia per la ristrutturazione ha sospeso i lavori in via cautelativa. A spingere i tecnici comunali a bloccare i lavori la campagna di vincoli annunciata dalla soprintendenza attraverso un protocollo d'intesa sollecitato dal ministero ai beni culturali.