180mila i visitatori delle residenze napoleoniche PORTOFERRAIO. Qualcosa come 180mila visitatori. Il tutto nell'arco di 10 mesi. Un bilancio da record, un primato per le due residenze museali (ieri si sono chiuse le due mostre su Napoleone centrate sugli arredi e sui mobili di corte dell'Imperatore, durante la sua permanenza elbana) che si confermano ai primissimi posti nella Regione. Dopo gli Uffizi di Firenze, vengono le ville del generale còrso e cresce anche il numero degli studenti italiani ed europei che hanno staccato i biglietti per i due musei elbani. Sono stati oltre trentamila, ed anche questo è un successo. Si parla di un incremento di ospiti nelle sale delle ville di Bonaparte che si assesta attorno al 5-6 per cento. «Di sicuro un impulso positivo dice Roberta Martinelli, direttrice dei due musei dell'Elba è venuto dall'uscita e del successo di "N" di Virzì». Ma anche le mostre che hanno chiuso i battenti hanno giocato un ruolo importante. «È un momento magico per Bonaparte e per l'Elba riconosce la direttrice Un'opportunità che l'Elba dovrebbe cavalcare per consolidare la sua domanda turistica». Ad anno scolastico iniziato le mostre si sono offerte al mondo della scuola. «Sono state importanti dice ancora Martinelli per gli studenti per capire la trasformazione nel tempo che hanno subito le due residenze. Quello che oggi si trova nelle sale non è che una minima parte dell'arredo di cui l'Imperatore si circondò all'isola d'Elba nei suoi nove mesi di permanenza». C'è un registro, il Mobilier, con copertina azzurra nell'archivio storico del Comune di Portoferraio. È stato studiato, per ricreare l'atmosfera di allora. È stato la guida alle mostre di San Martino (qui era stata allestita una tavola secondo il galateo allora in voga) e le esposizioni dei Mulini (oltre ai documenti autentici, anche cinque orologi ornamentali). «Bisogna ricordare aggiunge ancora la direttrice che quando Napoleone giunse all'Elba manteneva ancora il titolo di imperatore e pertanto il registro costituisce ancora oggi il principale strumento per comprendere come egli tentasse di avvicinare lo stile di vita elbano a quello condotto a Parigi, senza rinunciare al livello di eccellenza consono ad un sovrano del suo rango. Il Mobilier annovera negli appartamenti imperiali oltre novecento oggetti fra mobili, porcellane, parati e opere d'arte alcuni dei quali di grande importanza storico artistica, tanto che il nucleo più rilevante, identificato in alcuni documenti conservati presso gli Archivi Nazionali di Parigi, rientrò in Francia al momento della partenza dall'Elba di Bonaparte. Insom-ma nelle due ville c'erano oggetti di notevole valore, provenienti prevalentemente dalla dimora di Piombino della sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi. A questi da aggiungere anche 17 oggetti arrivati da Fontainebleau. «Sarebbe opportuno - conclude Martinelli - recuperare questi arredi, per restituirli alle case napoleoniche dell'isola d'Elba in occasione dei prossimi restauri. E' un progetto fattibile che ci impegneremo a portare avanti nei prossimi anni». Le due regge torneranno così ad essere come furono all'epoca del suo illustre ospite.