CARBONIA. «È Carbonia questa?». «Pare», disse l'ingegnere». «Non c'è nulla», constatò l'assistente. Valerio Tonini, che con la sua impresa contribuì alla costruzione della nuova città industriale del fascismo, descrive così la terra del carbone nel settembre del 1936. Una piana desolata, di fronte alla miniera di Serbariu. La città nasceva, perché la nazione, che doveva «bastare a se stessa, in pace e in guerra», aveva bisogno di combustibile. Settantanni dopo Carbonia si riprende la sua miniera. Questa mattina, alla presenza del presidente della Camera, Fausto Bertinotti e del presidente della Regione, Renato Soru, la vecchia miniera riaprirà i cancelli per l'inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone. Al contrario di quando, negli anni Trenta, la miniera e la città divennero una la ragione dell'altra, per il solo volere di Benito Mussolini, il Centro e il museo che esso ospita, nascono per volontà degli uomini e delle donne che nei pozzi spesero sudore e fatica e nelle memoria di coloro che vi persero la vita. Lo ha deciso, nel luglio del 2001, con una rivincita della democrazia sulle origini, un'assemblea di cittadini, convocata nell'area mineraria dall'amministrazione comunale, guidata da Tore Cherchi. IL Centro italiano della cultura del carbone (Cicc) nasce nel 2006 dall'associazione tra il comune di Carbonia e il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, con lo scopo di gestire e valorizzare il sito della ex miniera di Serbariu e dare vita ad un museo fruibile da parte dei visitatori, n Centro ospita il Museo del carbone che ripercorre la storia della miniera attraverso il materiale raccolto nella mostra permanente all'interno della lampisteria, della biglietteria, della sala argani, degli ambienti esterni e della galleria sotterranea. Sull'area mineraria recuperata, l'amministrazione comunale gioca la carta di un nuovo sviluppo: dal lavoro industriale alla ricerca e alla formazione. Nel complesso dei padiglioni della torneria, delle forge e della falegnameria sorgerà una struttura polifunzionale, riguardante l'alta formazione universitaria e l'archivio storico e demoantropologico. Il complesso ha una superficie utile di circa 1500 mq; ospiterà un modulo universitario del Dipartimento di Architettura e Urbanistica e del Dipartimento Digita di Scienze minerarie e ambientali dell'Università di Cagliari. Nel padiglione delle ex officine, un edificio di circa 1700 mq, sarà localizzata la nuova sede del Museo di Paleontologia e Speleologia "E.A. Mar-tel", integrato con padiglioni di esposizione permanente e temporanea, locali per attività di studio e di ricerca applicata gestiti dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Cagliari. Nel grande magazzino materiali (quasi 3000 mq di superficie) è localizzato il Centro per lo sviluppo delle tecnologie per l'energia pulita. Il progetto nasce da un partenariato fra l'Amministrazione comunale e la Sotacarbo SpA. Un primo progetto di ricerca riguarda le tecnologie dell'idrogeno. L'area, inoltre, può ospitare insediamenti per oltre 250 mila me. Le attività produttive insediabili sono officine per artigiani, strutture ricettive e di ristoro, un Centro congressi. Visitare Serbariu significa, ora, percorrere un viaggio virtuale nel sistemi di lavoro e nella storia della miniera. Nella lampisteria il visitatore ripercorre la vita quotidiana del minatore. Apprende come lavorava e come viveva, come si trasforma il minerale, come si svolge l'estrazione e quali pericoli comporta. Attraverso la galleria si introduce in un complesso ambiente sotterraneo dove entra in contatto con l'evoluzione delle tecniche di coltivazione di una miniera di carbone in sottosuolo. Ritorna alla superficie ancora in lampisteria, per seguire come si tratta il grezzo e come si lavora il carbone per produrre energia: dalle forme primordiali a quelle evolute della gassificazione. Questa mattina, alle 11, al teatro Centrale, in piazza Roma, si terrà l'incontro con il presidente della Camera Fausto Bertinotti e con il presidente della Regione Renato Soru. Saranno presenti, il sindaco Salvatore Cherchi e l'ex sinda co Pietro Cocco. Alle 12 è previsto il trasferimento a Serbariu, dove il suono della sirena annuncerà la riapertura dei cancelli, chiusi nel 1964.
E la miniera diventa museo. Bertinotti inaugura oggi il Centro Odiano del carbone
La vecchia miniera di Serbariu a Carbonia, in Sardegna, riapre i cancelli per l'inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone. Il centro, nato nel 2006, ospita il Museo del carbone e offre spazi per la ricerca e la formazione. Il progetto è stato realizzato con il sostegno dell'Università di Cagliari e della Sotacarbo SpA. La miniera, che era stata chiusa nel 1964, è stata recuperata e trasformata in un complesso polifunzionale. La riapertura della miniera è stata decisa dall'assemblea di cittadini nel 2001, che aveva voluto dare vita a un museo e a un centro di cultura.
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