Mancano i fondi per provvedere all'apertura dei siti archeologici dalle 14 alle 16. La protesta delle guide turistiche. Il sovrintendente Gini: «Non possiamo più impiegare neanche gli Lsu» TRAPANI. I cancelli dei parchi archeologici di Segesta e Selinunte da domenica resteranno chiusi il pomeriggio per tutti i giorni festivi. Il motivo ufficiale è l'applicazione dell'orario invernale, ma di fondo quello vero è tutt'altro: la mancanza di fondi che non consentono nuovi turni per i custodi e nemmeno il pagamenti degli straordinari. E così alle 14 si chiuderanno i due parchi archeologici, lasciando fuori i turisti, che potranno ammirare Segesta da dietro i cancelli e Selinunte solo nelle cartoline che si vendono fuori l'inferriata del parco più grande d'Europa. La storia è sempre la solita, quella che già lo scorso anno portò le guide turistiche della provincia di Trapani a protestare dietro i cancelli di Segesta. E che quest'anno si è riproposta puntuale. L'associazione che radunale guide in provincia, con a capo Ruth Von Gunten, in effetti in queste ultime settimane ha cercato di insistere con la Soprintendenza ai beni culturali, affinchè si potesse evitare la chiusura. Ma nell'ultimo incontro, avvenuto qualche giorno fa a Trapani, il soprintendente Giuseppe Gini ha allargato le braccia. La Regione non ha stanziato i fondi in più. «Abbiamo lo stesso budget dello scorso anno» spiega Giuseppe Gini, «dobbiamo fare i conti con il personale insufficiente e non abbiamo i soldi per potere attivare un nuovo turno dalle 14 e sino alle 16 per i festivi». Gini, altresì, non potrà più utilizzare gli Lsu che la Regione in un primo momento gli aveva assegnato per metterli a fianco dei custodi. E così si è trovato dunque costretto a razionalizza-re la spesa e come risultato ha dovuto disporre la chiusure dei due parchi archeologici alle 14 nei festivi. «È un paradosso che non si riesca a sollevare il problema che resta politico - afferma Ruth Von Gunten - abbiamo provato ad interloquire con la Regione ma non ci hanno neppure ricevuto e le risposte telefoniche, questa volta, sono state molto chiare: in bilancio non ci sono i fondi per i custodi». Il Soprintendente ai beni culturali di Trapani, Giuseppe Gini, dice di avere avvisato in tempo le guide turistiche della decisione alla quale è stato costretto. Ci sono tour operator che sono stati costretti a cambiare i loro giri -spiega la signor Von Gunten - e a dirottare i turisti nei due parchi durante la settimana e non più nei giorni festivi».