Si basa su un patto, quasi una stretta di mani simbolica tra istituzioni, laccordo siglato ieri da Regione, Associazioni dei Comuni, Unione delle Province e Comunità montane della Toscana. E una carta che impegna tutti gli enti locali a «lavorare insieme» per preparare il Piano di indirizzo territoriale, ossia lo strumento attraverso il quale lassessore allUrbanistica Riccardo Conti e il presidente Claudio Martini contano di superare quel senso di impotenza politica che il caso Monticchiello negli ultimi mesi ha esposto alla luce dei riflettori mediatici provocando discussioni a non finire. Lostacolo da aggirare non è semplice: come bloccare un insediamento edilizio proposto da un Comune ma considerato inopportuno oppure brutto oppure sproporzionato rispetto alle necessità abitative e ricettive di un certo territorio senza accentrare ogni decisione nelle mani della Regione? Conti ha scelto la strada della concertazione, già sperimentata in altri campi. «Non è nostra intenzione imporre provvedimenti ai Comuni - spiega lassessore - e siamo contrari a fare passi indietro in questo senso. Lunica strada possibile non è la via gerarchica ma è quella di unintesa politica che permetta di governare il territorio attraverso attività coerenti e coordinate secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, come previsto da titolo V della Costituzione e in base al principio di collaborazione e sinergia, come stabilito anche dalla legge regionale 1 del 2005. I processi decisionali saranno più spediti e semplici e soprattutto gli interventi saranno condivisi». La collaborazione istituzionale, insomma, diventa lunico cemento con cui costruire il futuro aspetto del paesaggio toscano. «Il Piano di indirizzo territoriale è prima di tutto un patto di cooperazione fra le amministrazioni, a cui saranno fornite tutte le risorse normative necessarie, regole, atti e statuti. La tutela dellambiente si fa tutti insieme».Per far funzionare questo disegno è indispensabile ottenere ladesione dei Comuni. E ieri Conti ha incassato il via libera del presidente dellAnci Paolo Fontanelli, sindaco di Pisa. «La salvaguardia del territorio si può realizzare soltanto con forti processi di responsabilizzazione degli enti locali», dice Fontanelli. «Le amministrazioni più vicine al territorio devono essere messe in grado di decidere». E il presidente dellUnione delle Province Lio Scheggi aggiunge: «Questo atto rappresenta innanzi tutto unassunzione di responsabilità della politica. Il paesaggio è inserito nella contemporaneità e non è un museo».La programmazione dal basso, quella dei Comuni, continuerà ad essere il motore principale di ogni nuovo insediamento ma con la differenza che il piano strutturale sarà concordato "prima" con la Regione e non verrà esaminato o valutato in fase già avanzata. «In un quadro pubblico così strutturato e solidale - suggerisce Conti - può aprirsi una nuova stagione di alleanza con il privato per realizzare obiettivi rilevanti di trasformazione territoriale sostenibile. Insomma, per governare bene il territorio la strada che dobbiamo intraprendere è quella che produce piani e non vincoli».