Le ristrettezze economiche colpiscono anche la cultura. La prospettiva di minori entrate provocate dal drastico taglio agli enti locali, ha spinto il sindaco Sergio Chiamparino a lanciare un duplice messaggio, un monito ai suoi assessori di non aspettarsi risorse fresche per i prossimi mesi e un appello alle forze economiche affinché sostengano eventi e manifestazioni. L'allarme riguarda il pericolo, o forse la certezza, di un biennio 2007-2008 all'insegna dell'austerity. «La cultura è a corto di risorse, ma la cultura è contributo fondamentale per valorizzare il territorio» osserva il sindaco. Che ha invocato l'intervento dei privati proponendo un metafora di sapore rinascimentale: «Serve un moderno mecenatismo» ha suggerito. L'esternazione del sindaco, a margine della presentazione dell'edizione 2006 di «Luci d'Artista», non sembra una sparata del tutto casuale. Il taglio dei fondi dello Stato destinati a Torino sarà nell'ordine di svariati milioni di euro, da 90 a 145 secondo alcune previsioni peraltro già sensibilmente ridotte rispetto ai 190 milioni previsti nella prima stesura della Finanziaria. Per questo istituzioni pubbliche e private debbono trovare la via per istituire un fondo per un «moderno mecenatismo», in grado di sostenere le diverse iniziative culturali. Ma questa volta a chiedere aiuto al settore privato, fondazioni bancarie in testa ma anche Enti e imprese, è nientemeno che il sindaco che presentando l'edizione 2006 di Luci d'artista, la rassegna che da domani illuminerà le notti del capoluogo piemontese ha sollecitato interventi mirati. «Sappiamo quanto sia difficile, nei tempi in cui stiamo vivendo, trovare le risorse necessarie per finanziare la cultura -ha detto Chiamparino- tuttavie le spese per la cultura non sono voluttuarie ma sono un tutt'uno con la valorizzazione del territorio e la sua capacità di attrarre investimenti, per questo rinunciarvi sarebbe un errore. Per quanto ci riguarda faremo il massimo sforzo autono mamente per garantire il sostegno alle diverse iniziative, magari con l'aiuto degli amici di sempre, tuttavia è necessario riflettere seriamente per valutare la possibilità che pubblico e privato si mettano insieme per costituire una sorta di fondo per un moderno mecenatismo culturale in grado di garantire alle politiche culturali il ruolo sempre crescente che debbo no avere», ha concluso. Dai tagli si è comunque salvato il progetto «Casa delle Culture» a San Salvario. Il progetto prevede la ristrutturazione di uno stabile comunale in via Morgari 14 destinato ad ospitare attività socioculturali offrendo uno spazio a molte realtà associative e all'Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Saivario attiva dal 2003 ed alla quale aderiscono una ventina di soggetti che operano nel quartiere, con la prospettiva di ulteriori adesioni. Il progetto è stato presentato al Comune dalla Fondazione Vodafone. Gli interventi comprendono la pulitura ed il restauro delle facciate, la sostituzione dei serramenti e la riorganizzazione degli spazi interni con nuovi servizi igienici. La spesa è di 1 milione 200mila euro cofinanziata dalla Fondazione Vodafone e dall'Agenzia per lo Sviluppo. [Aco]