Sono solo una selezione, benché consistente, quella degli argenti pompeiani che dopo essere stati in mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli dal primo aprile di quest'anno sino a qualche settimana fa, verranno ora esposti fino al 4 febbraio 2007 nelle sale del Museo di Antichità di via XX settembre a Torino. Ai reperti campani si uniranno gli argenti delle collezioni sabaude e quelli del cosiddetto Tesoro di Marengo. La mostra «Argenti, Pompei, Napoli, Torino» è organizzata dalle direzioni regionali ai Beni culturali di Campania e Piemonte, dalle Soprintendenze di Napoli e Pompei, e dalla Fondazione per l'arte della Compagnia di San Paolo. Una «scelta curata e accurata», così come suggerisce la soprintendente archeologa di Napoli, Maria Luisa Nava, per i pezzi che partiranno da Napoli, visto che la struttura rimarrà quella di partenza e distinta in sezioni. La prima accoglie gli argenti finemente cesellati usati nei servizi da tavola (ministerium) e gli altri utilizzati dalle matrone per la cura del corpo (argentum balneare) con gli specchi, i contenitori per le creme, i recipienti in cristallo di rocca (prezioso, e costoso, quanto e più dell'argento), gli accessori in avorio e tartaruga. Esposti anche gli affreschi che propongono scene di banchetto - a Napoli non erano inseriti nel percorso in quanto fanno parte delle collezioni del museo Nazionale -, un ninfeo fatto con pasta di vetro colorata e un ambiente dalla Casa del Bracciale d'oro, decorato con scene di giardino. Quindi, verranno ricostruiti i contesti all'interno dei quali vennero trovati gli argenti pompeiani: la Casa del Fauno, in cui si rinvennero armille d'oro, orecchini, anelli con granati, corniole e quattordici pezzi d'argenteria; la Casa dell'Argenteria; la casa dei Quadretti teatrali; l'area del fondo Barbatelli (vi si rinvenne uno scheletro con un piatto d'argento e due cucchiaini); la Casa di Epidio Primo (undici pezzi d'argenteria di sicuro pregio: tazze, piatti, specchi) e la casa individuata come «1, 11, 5». Poi, è il turno delle grandi collezioni provenienti dalla Casa di Inaco e Io (alla scoperta degli argenti, il 13 ottobre del 1886, assistette Ferdinando II in persona) con 64 pezzi; dalla Casa del Menandro (ben 118 elementi per un peso di quasi novanta chilogrammi d'argento), un vero e proprio tesoro comprendente l'argenteria di famiglia da esibire in specialissime occasioni. Ultimo, ma non ultimo, il tesoro di Moregine (il toponimo esatto sarebbe, però, «Murecine»): quasi quattro chilogrammi d'argenti, finemente cesellati, comprendenti le coppe che descrivono l'evento storico della «riconciliazione» tra Antonio e Ottaviano, oltre a bicchieri, cucchiai, piatti, supporti, scoperti cinque anni fa in una cesta di vimini trovata nella latrina dell'albergo dei Sulpicii, appunto a Murecine, quartiere suburbano di Pompei. Infine, tutta una sezione sarà dedicata agli argenti del Piemonte: il Tesoro di Marengo e i pezzi di Casa Savoia. Del primo, fu scoperto nel 1928 appunto in località Spinetta Marengo, vicino Alessandria, si ammireranno i venti oggetti tra cui un vaso decorato con foglie d'acanto, una testa femminile lavorata a sbalzo, una fascia con scene di dei e il busto a grandezza naturale dell'imperatore Lucio Vero. Delle collezioni sabaude verranno esposti quindici vasi, quasi tutti decorati e incisi, d'epoca compresa tra il I e il III secolo dopo Cristo, trovati nelle province transalpine della Gallia e della Germania.
CAPOLAVORI IN VIAGGIO Pompei-Torino un legame fatto d'argento
Una mostra di argenti antichi, provenienti da Pompei, Napoli e Torino, sarà aperta al pubblico fino al 4 febbraio 2007. La mostra, organizzata dalle direzioni regionali ai Beni culturali di Campania e Piemonte, sarà tenuta nelle sale del Museo di Antichità di via XX settembre a Torino. I reperti campani includeranno gli argenti delle collezioni sabaude e del Tesoro di Marengo. La mostra presenterà una scelta curata di pezzi, tra cui armille d'oro, orecchini, anelli con granati, corniole e argenteria finemente cesellata. Saranno esposti anche gli affreschi che propongono scene di banchetto e un ninfeo fatto con pasta di vetro colorata.
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