ROMA «» I beni della Difesa non utilizzati per scopi militari risultano in vendita, per legge, dal lontano 1993. Da allora però è stato fatto poco o nulla e ora spetta all'Agenzia del Demanio, sempre di concerto con il ministero della Difesa, uscire dallo stallo una volta per tutte con un'operazione-lampo di valorizzazione e dismissione che in soli due anni dovrà fruttare 4 miliardi di euro: risorse da devolversi in nuovi investimenti per la Difesa tramite finanziamenti erogati con decreti dal ministero dell'Economia. Tutto questo con un handicap non da poco: a oggi nessuno al di fuori del ministero della Difesa sa in cosa consiste veramente il demanio militare, quelli strumentali e non. La Difesa si è ben guardata dal divulgare pubblicamente un censimento dei suoi beni. Nel mega-pacchetto di immobili identificato dalla Finanziaria 2007 - se non altro per il valore di mercato stimato in 1 miliardo di euro entro il 28 febbraio 2007, 1 miliardo entro il luglio 2007 e 2 miliardi entro il luglio 2008 - secondo fonti bene informate non rientreranno i 4493 alloggi alienabili (stabiliti per decreto nel marzo 2006 dalla Difesa su un totale di 18.084) che invano il Governo Berlusconi ha tentato di vendere agli inquilini ai fini della cartolarizzazione Scip3. La partita sulle case della Difesa è una mina vagante: se da un lato un gran numero di inquilini reclama da tempo a viva voce l'acquisto dell'appartamento in affitto (e minaccia di ricorrere a qualsiasi azione legale in futuro pur di averla vinta), esistono anche immobili -ville e vasti terreni affittati per una manciata di euro - che molto difficilmente finiranno sul mercato. L'Agenzia del Demanio mira per contro a mettere le mani su caserme, capannoni, magazzini, ex-piazze d'armi, excalzaturifici, terreni, ex-arsenali, depositi munizioni, torrioni, ex-ospedali, ex-case cantoniere, basi logistiche, poligoni, capannoni, poderi, aeroporti, ex-polveriere, ex-aziende agrarie, ex-gallettifici e batterie. Sono in effetti queste le tipologie dei 240 immobili identificati finora dalla Difesa come alienabili: la lista si trova nel decreto del 28 febbraio 2005 emanato dal ministero stesso. Questa operazione di alienazione si è arenata perché la Difesa avrebbe dovuto consegnare gli immobili all'Agenzia del Demanio dopo aver incassato dalla Cassa depositi e prestiti anticipazioni finanziarie non inferiori a 954 milioni di euro e non superiori a 1.357 milioni di euro. La Cdp non si è fatta viva e gli immobili sono rimasti alla Difesa. I.B.