Il sottosegretario Casula con il ricavato costruiremo nuovi alloggi per i militari ROMA- Vendere, vendere, vendere. è la filosofia della Difesa in tempi di vacche magre come questo. Vendere ciò che viene ritenuto inutile per raggranellare un gruzzolo da investire altrimenti. E siccome di inutile c'è molto (parchi, palazzi, caserme, aree per depositi), molto si spera di ricavare. Ne parliamo con il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, che tra le sue deleghe ha proprio quella alle dismissioni. Sottosegretario, che cosa si vende e che cosa si compra al mercato della Difesa? «Si vende tutto quello che non è più funzionale alle nostre attività». Faccia un esempio. «Caserme, palazzi eccetera». A chi si vende? «Non mi piacciono le cartolarizzazioni. Vedo bene, invece, un contratto con i Comuni o con società di project fìnancing». Ma i Comuni ce li hanno i soldi per comprare? «Se non ce li hanno, venderemo ad altri. C'è molta gente disponibile ad acquistare. Il nostro patrimonio è quasi tutto nei centri storici delle città». Cosa farete con il ricavato? «Per esempio ricostruiremo case per i militari. Oggi il nostro patrimonio alloggiativo è di fatto bloccato». Bloccato perché i "sine titulo" non se ne vogliono andare e i militari in servizio non trovano casa. è così? «Sì. L'altro giorno con una risoluzione unanime abbiamo bloccato gli sfratti». Avete in questo modo accontentato i "sine titulo" e scontentato i militari. O no? «Un pensionato che non ha altri introiti non può essere sfrattato. Si tratta di una forma di socialità di cui si deve far carico lo Stato. Verremo però incontro anche alle esigenze dei militari. Già nella Finanziaria ci sono 20 milioni di euro per nuovi alloggi. E' un buon inizio». Sottosegretario, nella sua Regione, la Sardegna, gli americani lasceranno La Maddalena. E' la "madre" di tutte le dismissioni? «Sì, ma in quel caso alla Difesa non andrà una lira. Lo Statuto delle Regioni autonome dice che il patrimonio dismesso dello Stato va trasferito direttamente all'amministrazione regionale». Esiste una "via sarda" alle dismissioni? Il presidente Soru vorrebbe cacciare i militari da tutta l'isola. Lei che ne pensa? «Questa storia è di ventata internazionale. Giorni fa una delegazione di parlamentari giapponesi è venuta da me per capire come abbiamo fatto a mandar via gli americani. è vero, la Sardegna ha il numero più alto d'Italia di servitù militari e dobbiamo riequilibrare il rapporto. Ma Perdasdefogu non si tocca. Quanto al poligono di Capo Teulada, il Comune vorrebbe che fosse sloggiato. Ma per andare dove?». Gli americani se ne vanno dalla Maddalena ma vogliono espandere la base di Vicenza. Qual è l'atteggiamento del Governo di fronte a questa richiesta? «Noi diciamo: decidano i cittadini. E probabilmente a Vicenza si farà un referendum per stabilire se è il caso o no di ospitare questa grande base Usa. Avere 10.000 militari americani in città ha un impatto di un certo tipo. Ci può essere anche la paura che la loro presenza attiri particolari "attenzioni". Quindi. Il Governo non è contrario alla base Usa, ma devono decidere i cittadini di Vicenza».
Ai Comuni i gioielli della Difesa
Il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula spiega la politica di vendita e acquisto del patrimonio militare. Si vende tutto quello che non è più funzionale alle attività della Difesa, come caserme e palazzi, e si acquista con il ricavato per costruire nuovi alloggi per i militari. Il ricavato sarà utilizzato per ricostruire case per i militari, che attualmente non hanno abitazione. La Sardegna, con il suo patrimonio militare, è una delle regioni con il numero più alto di servitù militari.
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