Scip 2, la seconda cartolarizzazione di immobili lanciata dal precedente esecutivo è in panne. O meglio. È di nuovo in panne, visto che già una volta l'operazione è stata ristrutturata con il ritiro dal mercato dei vecchi bond emessi e la loro sostituzione con titoli a scadenza più lunga (con uno spread però più elevato). Ma cosa è successo? «Il semestre», si legge nella relazione al Parlamento sulle operazioni di cartolarizzazione riferita ai primi sei mesi dell' anno, «si chiude con un risultato che si scosta dal target previsto (100) che in termini percentuali è quantificabile nell'83,2 su base cumulata, sia sul segmento residenziale che sul commerciale». Dunque, aggiunge la relazione, «sulla base di quanto disciplinato dai contratti gestione stipulati tra la Scip e l'amministratore del programma, quest'ultimo ha inoltrato un warning ai gestori». Nel mirino sono finiti soprattutto il Consorzio G1 (che cura la vendita degli immobili commerciali), l'Enpals, l'Inpdai e l'Inpdap. La lettera inviata a G1 e Enpals chiede di «chiarire le ragioni degli scarsi livelli di performance registrati negli ultimi trimestri», mentre a Inpdai e Inpdap è stato chiesto «perché il numero dei fascicoli completato sia molto al di sotto dell'obiettivo fissato». Per ora, comunque, non ci sono pericoli immediati di default delle obbligazioni. La prossima tranche di bond per 1,394 miliardi di euro scade fra poco più di un mese, a ottobre. Sul conto di tesoreria intestato a Scip2 ci sono ancora 1,8 miliardi circa, al petto dei due rimborsi effettuati lo scorso aprile e che riguardavano due serie di titoli emessi dalla Scip rispettivamente nel 2002 e nel 2005, per un totale di 2,7 miliardi di euro. Al 30 giugno del 2006, spiega ancora la relazione al Parlamento, il portafoglio residuo risulta essere composto da 33.080 unità immobiliari, di cui 22 mila circa sono immobili residenziali occupati. Probabilmente anche per le scarse performance delle cartolarizzazioni immobiliari, il governo ha deciso un'inversione di rotta sulla gestione del patrimonio . Il viceministro all'economia, Vincenzo Visco, nei giorni scorsi ha spiegato che si procederà sulla strada della valorizzazione, con l'obiettivo di incassare fino a un punto percentuale di pil dai beni demaniali. Probabilmente, dunque, la terza cartolarizzazione immobiliare della serie Scip non vedrà mai la luce, anche per l'ostilità del ministero della difesa a mettere in vendita i propri beni. Qualche operazione sulle caserme, però, sarebbe comunque nei piani del governo, che avrebbe intenzione di valorizzarle dandone casomai in concessione la gestione. L'unica operazione di cartolarizzazione che comunque potrebbe essere effettuata, visti i buoni risultati che hanno dato tutte le serie precedenti, dovrebbe essere Inps 7, quella cioè basata sui crediti contributivi dell'Istituto di previdenza. Secondo le indiscrezioni, la cartolarizzazione, che potrebbe vedere la luce già prima della fine dell'anno, potrebbe arrivare fino a un importo di 4 miliardi di euro.