Ognuno vuole il suo: in Italia si è scatenata la corsa ai musei. Politici e città reclamano spazi museali per il mosaico o la seta, i tornei medievali o il buon vino con la pasta. Insomma: undici nuove strutture per celebrare la creatività italiana e tramandare il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. A propome l'istituzione sono altrettante iniziative legislative, presentate alla Camera e al Senato sia dalla maggioranza che dall'opposizione Sedi indicate: Roma, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Emilia, Corno, Foligno e Spilimbergo, un piccolo centro del Friuli pedemontano. Per una spesa complessiva annua di 60 milioni di euro, poco meno di 120 miliardi delle vecchie lire [1 più curioso (ed anche il più economico) è senza dubbio quello che potrebbe nascere per iniziativa di un terzetto di deputati friulani di Forza italia: Vanni Lenna, Renzo Tondo e la ex campionessa di sci Manuela Di Centa. Il loro obiettivo è quello di fare della scuola del mosaico di Spilimbergo, nata nel 1922, il Museo europeo dell'arte musiva. Dalla più economica alla più costosa: 15 milioni di euro per realizzare il Museo nazionale degli strumenti musicali, secondo il provvedimento presentato dal deputato di An, Antonio Mazzocchi. Il deputato Udc Maurizio Ronconi si è, invece, preso la briga di elencare le rievocazioni storiche delle manifestazioni in voga nel nostro Paese tra il Medioevo e l'Ottocento. Ne ha contate ben 306, sparse in ogni angolo della penisola e propone di istituire il Museo nazionale delle giostre e dei tornei. Sede del Museo, propone il parlamentare umbro, dovrebbe essere Foligno, teatro della rievocazione annuale di una delle più famose "giostre" medievali, quella della Quintana. Se le proposte di legge riceveranno il via libera dal Parlamento, Napoli avrà invece tre nuovi musei: quello enologico, quello della pasta alimentare e quello della produzione alimentare. La triplice iniziativa legislativa porta la firma del deputato azzurro Paolo Russo, che insieme a una decina di colleghi delle parti di via dell'Umiltà, ma anche di An e Udc, ha rilanciato le proposte avanzate nella scorsa legislatura dallo stakanovista Aldo Perrotta. Ma passiamo dalla tavola alla moda. Con il deputato fiorentino Valdo Spini dell'Ulivo che lancia l'idea, peraltro neanche tanto stramba, di trasformare la Galleria del costume di Palazzo Pitti in Museo della moda e del costume. Singolare, poi, la proposta presentata dal vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti, insieme ad altri quattro deputati emiliani, per l'istituzione del Museo nazionale di psichiatria del San Lazzaro di Reggio Emilia. Attorno agli Istituti psichiatria di San Lazzaro, una delle realizzazioni degli Estensi, si è stratificato, sottolineano i firmatali della proposta, «un singolare patrimonio di documentazione medica, di architettura sanitaria e di testimonianze umane» che non vanno perse. Ecco il perché della richiesta di dar vita ad un museo della psidiiatria, che ancora non esiste in Italia, con un contributo statale di un milione e mezzo di euro l'anno. Trasformare il Museo storico della Liberazione, famigerato luogo di interrogatori delle SS durante l'occupazione di Roma, in Museo centrale della Resistenza e della Guerra di liberazione, è infine la proposta avanzata dal sottosegretario all'Economia, Paolo Cento. Per realizzare il museo occorre però acquisire (o espropriare) altri 6 appartamenti dello stesso edificio della romana Via Tasso,ed in un futuro non troppo lontano altri dieci appartamenti nell'ala laterale del palazzo, al numero civico 155, quando anche questa parte sarà vincolata dal ministero per i Beni e le attività culturali, come del resto richiesto dal direttivo del Museo stesso fin dal 1997. Quattro milioni e mezzo di euro, secondo Cento, la cifra necessaria per acquisire una prima parte degli appartamenti necessari ad ampliare il museo. Chissà come andrà a finire.