Ripresi di recente i lavori nel sito. «Presto un museo per custodire sul posto gli antichi tesori» Inaugurata ieri nell'Accademia Belgica di Roma la mostra di reperti venuti alla luce in 50 anni di scavi archeologici ROMA Il fascino e la magia di Alba Fucens rivivono a Roma, in una mostra che porta nella capitale i tesori dell'antica colonia romana della Marsica, tornati alla luce nel corso di cinquant'anni di scavi archeologici. Quella allestita nell'Accademia Belgica, dal titolo «Poco grano, molti frutti. 50 anni di archeologia ad Alba Fucens», che presto sarà replicata a Bruxelles e poi a New York, è molto più di un'esposizione di reperti archeologici. E' infatti un vero e proprio percorso a ritroso nella storia di un territorio che affonda le sue radici nella fine del IV secolo avanti Cristo e che, con alterne vicende, ha cercato di riscoprire se stesso attraverso il proprio patrimonio archeologico. Insomma la mostra non fa rivivere solo l'antica città di Alba, con i mosaici, le statue e le suppellettili di vita quotidiana, ma ripercorre anche la storia degli interventi archeologici su quei luoghi. Proprio qui le vicende della Marsica si intrecciano con quelle del Belgio e della sua Accademia, che nel secondo dopoguerra inviò archeologici e studenti in Abruzzo per portare alla luce i reperti dell'antica città. La mostra nasce da una serie di coincidenze: una su tutte è che l'attuale Ambasciatore del Belgio a Roma, Jean De Ruyt, è il figlio di uno degli archeologi che scavò negli anni Cinquanta ad Alba. Emblematico il titolo, che si rifà a un antico adagio che definisce questa terra povera di grano ma ricca di molti altri frutti, ma che nasconde una velata ma efficace polemica sulle difficoltà, soprattutto di natura economica, che caratterizzano la storia di questi scavi, ma che non hanno impedito la scoperta di numerosi e preziosi «frutti». «Questa mostra per noi è un orgoglio ma è anche un invito ad andare oltre afferma Roberto Di Paola, direttore regionale per i Beni e le Attività Culturali . Abbiamo deciso di puntare le risorse disponibili, circa un milione di euro, per riprendere gli scavi nella zona, che hanno subìto una lunga fase di stasi, e realizzare un museo sul luogo dedicato ai ritrovamenti, che vedrà la luce all'inizio dell'estate del 2007». La concomitanza tra questa mostra e la ripresa degli scavi, che in cinquant'anni si sono limitati a coprire solo il 30 per cento dell'area archeologica, è sicuramente un'altra piacevole coincidenza. «Ora stiamo lavorando sul Santuario di Ercole spiega Adele Campanelli della Soprintendenza dei Beni Archeologici d'Abruzzo e curatrice della mostra per poi riprendere gli scavi in primavera con un nuovo comitato scientifico, che includerà anche archeologi e ricercatori provenienti dal Belgio».
Il fascino indiscreto di Alba Fucens
La mostra "Poco grano, molti frutti" è stata inaugurata all'Accademia Belgica di Roma, presentando i reperti archeologici scoperti in 50 anni di scavi ad Alba Fucens. La mostra ripercorre la storia di Alba Fucens, che affonda le sue radici nel IV secolo a.C. e ha cercato di riscoprire se stesso attraverso il proprio patrimonio archeologico. La mostra è stata curata dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici d'Abruzzo e include reperti come mosaici, statue e suppellettili di vita quotidiana.
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