«Una situazione disastrosa». Il vicesindaco Riccardo De Cerato ammette l'emergenza Navigli, rovinati l'altro giorno dall'ennesima frana che ha provocato il cedimento dell'argine lungo via Chiesa Rossa: «Ormai gli episodi si ripetono due o tre volte all'anno e gli interventi tampone non bastano più». Anche perché, come sottolinea Marco Parini, presidente lombardo di Italia Nostra, «c'è bisogno di prevenire i crolli con un risanamento complessivo. Non pensino di gettare un po' di cemento rovinando le spallette, come era avvenuto in passato». E mentre anche il ministro Giuliano Urbani ha chiesto una relazione alla sovrintendenza (una legge regionale ha fra l'altro inserito il Naviglio fra i monumenti nazionali), si sarebbe a un passo dalla svolta. «Entro metà luglio», assicura De Cerato, Comune e Regione firmeranno l'accordo di programma che come primo atto costituirà il Consorzio per i Navigli lombardi: l'ente unico che risponderà di tutte le questioni legate ai Navigli, superando il pasticcio di competenze che aveva bloccato fin qui ogni risanamento. E ci sono i soldi per dare il via al progetto elaborato dal Politecnico: la Regione ha stanziato 5 milioni di euro per la sistemazione delle sponde e 1 milione e 300 mila per la Darsena. Il Comune ha la direzione dei lavori.
Crolli e degrado, Navigli abbandonati
Il vicesindaco Riccardo De Cerato ha ammesso l'emergenza Navigli a seguito della frana che ha provocato il cedimento dell'argine lungo via Chiesa Rossa. Gli episodi si ripetono due o tre volte all'anno e gli interventi tampone non bastano più. De Cerato ha chiesto un risanamento complessivo e non un intervento superficiale. Il presidente di Italia Nostra, Marco Parini, ha sottolineato l'importanza di prevenire i crolli con un risanamento complessivo. Il ministro Giuliano Urbani ha richiesto una relazione alla sovrintendenza.
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