TerracinaBocciata la strategia della giunta Nardi. Iniziativa del centrosinistra per il Palazzo della bonifica Il giudice non blocca l'asta: si vende Il giudice per le esecuzioni immobiliari rigetta l'istanza di riduzione del pignoramento presentata dai legali del comune di Terracina e ordina di procedere con l'asta per lotti dei sei immobili compreso il Palazzo della Bonifica. L'ordinanza è stata depositata ieri presso la sezione distaccata di Terracina del Tribunale di Latina e boccia in sostanza la strategia attuata dall'amministrazione di centrodestra guidata da Stefano Nardi. L'asta avverrà per gradi. Il giudice ha deciso che si procederà per lotti in base all'articolo 504 del codice di procedura civile. Ovvero giovedì 16 novembre, giorno in cui il notaio delegato metterà all'asta i sei immobili del Comune, si procederà con la vendita del primo lotto, l'ex caserma dei carabinieri di via Sarti sulla quale l'amministrazione ha anche speso dei soldi per ristrutturarla in vista del trasferimento degli uffici di polizia municipale. L'immobile è stato valutato oltre un milione di euro. Se verrà aggiudicato, l'asta si ferma ed il notaio dovrà informare il giudice dell'aggiudicazione che a sua volta dovrà verificare se i soldi del primo lotto basteranno a coprire il debito. Se non bastassero si procederà con le altre vendite fino ad arrivare al Palazzo della Bonifica, fissando una nuova data per l'asta. Una procedura che rallenta di fatto tempi della possibile acquisizione privata dello storico palazzo e dà respiro ad altre azioni che il Comune dovrà mettere in campo in tempi comunque brevi per fare in modo che il Palazzo della Bonifica rimanga alla città. Ora bisognerà capire quale strategia alternativa il sindaco e la sua giunta attiveranno per evitare l'asta. Intanto il centrosinistra sta preparando la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario con il quale si chiederà al ministero dei Beni Culturali e alla Sovrintendenza d'inserire il Palazzo nella lista dei beni di valore culturale e quindi inalienabile. Ma i tempi sono brevi e poi c'è da verificare il dato politico sulla tenuta della maggioranza. Un'altra soluzione possibile, la più semplice ma paradossalmente la meno praticabile, ci sarebbe: pagare i debitori e riscattare i beni prima dell'asta. Ma di soldi neanche a parlarne. E come se non bastasse al problema si somma altro problema. Se il primo lotto in graduatoria, l'ex caserma di via Sarti, dovesse essere venduto, il corpo di polizia municipale non avrebbe altra sede dove trasferirsi visto che sull'attuale ubicazione di viale Circe pende un altro provvedimento di pignoramento poiché il Comune non paga il canone di affitto da mesi. L'ufficiale giudiziario ha già bussato due volte alla porta del comando ma ha dovuto desistere. Quante altre volte desisterà?