Un corteo da piazza Immacolata fino all'ingresso di Villa dei Misteri, dove si terrà un presidio dalle 12,30 alle 14. È l'ennesima mobilitazione, in programma questa mattina alle 11 della Ugl per protestare contro l'attuale stato di cose all'interno della Soprintendenza Autonoma. «Ci sono 44 direttori generali ma non si pagano 450mila euro di straordinario arretrato da 10 anni - affermano i vertici della organizzazione - intanto si perdono 30 milioni di euro perché il consiglio di amministrazione non li spende». Tra le azioni legali in procinto di partire la richiesta di nomina di un commissario "ad acta" e il sequestro delle somme dalle casse del Ministero. Alla marcia prenderanno parte anche il segretario nazionale Ugl Ministeri, Paola Saraceni e Raffaele Pinto, il Coordinatore Nazionale Beni Culturali, Renato Petra e il Segretario Provinciale Ugl di Napoli, Francesco Falco. Perentorio Renato Petra, il quale, come di consueto, lancia accuse precise e dettagliate: «Dopo una sentenza del Tar, un parere del Consiglio di Stato e quattro accordi sindacali, il Ministero per i Beni Culturali dice alla Soprintendenza di pagare i lavoratori anticipando dai fondi di Pompei». «Però Pompei non ha soldi e, come non bastasse, la Soprintendenza è riuscita anche nell'impresa di perdere 30 milioni di euro perché i tre membri del Consiglio di amministrazione non ne deliberavano la spesa». Di qui l'idea di chiedere la nomina di un commissario ad acta e il sequestro delle somme dalle casse del Ministero . «Resta però il fatto - continua Petra - che il Ministro Rutelli parla di rilancio dei Beni Culturali e di turismo ma la verità è che tra sprechi, mancanza di assunzioni, immobilità del consiglio di amministrazione, non si trova di meglio che giocare a scaricabarile sulla pelle dei lavoratori e dell'utenza».
Pompei. Straordinari, corteo di protesta
Un corteo da piazza Immacolata a Villa dei Misteri per protestare contro lo stato di cose all'interno della Soprintendenza Autonoma. I vertici della Ugl affermano di non pagare 450mila euro di straordinario arretrato da 10 anni, mentre si perdono 30 milioni di euro perché il consiglio di amministrazione non li spende. La protesta prevede la richiesta di nomina di un commissario "ad acta" e il sequestro delle somme dalle casse del Ministero. Il Coordinatore Nazionale Beni Culturali Renato Petra lancia accuse precise e dettagliate contro il Ministero per i Beni Culturali e la Soprintendenza Autonoma.
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