«SE ne discuterà nei dettagli con gli albergatori, ma sì, la tassa di soggiorno la trovo uno strumento utile per il mantenimento del decoro urbano e dei siti archeologici». Così il sindaco Veltroni, intervenuto al Forum organizzato da «II Tempo», ha annunciato uno dei prossimi strumenti che il Campidoglio adotterà per far fronte alle spese che comporta per la città un volume di turismo che continua a crescere al ritmo del 10 al mese rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nonostante i dettagli, come appunto sottolineato da Veltroni stesso, verranno discussi con le categorie interessate, l'«obolo» per soggiornare nella Capitale dovrebbe essere di un'entità tale da non sconvolgere più di tanto il traffico turistico: un euro per ogni stella alberghiera, vale a dire che, al massimo, si pagheranno 5 euro per un hotel di lusso a 5 stelle. La tassa di soggiorno porterà nelle casse capitoline dai 30 ai 50 milioni di euro l'anno, in previsione non solo dei dati attuali, che hanno portato in soli dieci anni alla «nascita» di 110 alberghi, ma di una ulteriore crescita di soggiorno legata non solo ai grandi eventi organizzati in città, come la Notte Bianca e la Festa del Cinema ma anche, e soprattutto, al grande slancio congressuale che la Capitale si darà in breve tempo, grazie all'apertura ufficiale della Nuova Fiera di Roma e, in prospettiva, del nuovo Centro Congressi dell'Eur. La tassa, o il «contributo di scopo», verrà utilizzata soprattutto per la manutenzione e l'ammodernamento dei luoghi di attrazione turistica, quindi alla conservazione, la pulizia e il decoro del centro storico, compreso il mantenimento dei beni culturali presenti. Il provvedimento potrebbe poi contenere delle «esenzioni», già annunciate dall'assessore capitolino al Bilancio, Marco Causi, a metà agosto per il cosiddetto «turismo sociale»: gli ostelli della gioventù e gli anziani sarebbero esentati dal pagamento. Per quanto riguarda i tempi, bisognerà innanzitutto aspettare il licenziamento definitivo della Finanziaria in Parlamento, la possibilità di introdurre la tassa di scopo da parte dei Comuni è infatti inserita nella manovra economica nazionale. A quel punto, se ne potrebbe discutere nella sessione del Bilancio capitolino di fine anno, in Consiglio comunale, dove l'introduzione del nuovo tributo non dovrebbe trovare una dura opposizione. Nel febbraio scorso, infatti, la proposta di inserire la tassa di soggiorno per i turisti venne fatta proprio da An che, in quel caso, suggeriva però di destinarne i proventi al trasporto pubblico. La nuova tassa di soggiorno, insomma, sta per essere introdotta e, a differenza di venti anni fa, quando la tassa era in vigore, anche il controllo sulla riscossione sarà più puntuale: verrà fatto direttamente per via telematica. A quell'epoca, infatti, il tributo venne tolto perché risultava troppo complesso controllarne l'effettivo pagamento. Oggi, sicuramente l'«obolo turistico» ha segnato un destino ben diverso.