Se il 2005 segni la svolta per il turismo campano, è ancora presto per affermarlo. Che invece sia questo l'anno di inizio di una nuova fase per il settore, non c'è alcun dubbio. Quanto meno a giudicare da ciò che è emerso dagli Stati generali del turismo. Il «leit motiv» dell'incontro di Paestum è stato proprio la nuova intesa che ha consentito all'assessore Di Lello la presentazione di un Testo unico varato con l'adesione di tutte le associazioni di categoria e sindacali, nonché dei soggetti pubblici e privati coinvolti. L'idea guida che aleggiava a Paestum si può riassumere in un semplice slogan: intervenire a tutto campo per promuovere l'immagine turistica della regione sui principali mercati di formazione della domanda turistica. Ciò che fa la differenza, ciò che distingue l'ovvio dall'innovativo, è l'insieme puntuale delle politiche che ci si appresta ad attuare per rendere concreto ed efficace il messaggio promozionale. Mai più carovane dell'amicizia in terre lontane; per contro, moltissima comunicazione sui mercati che già attualmente alimentano la nostra offerta (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Russia, Giappone essenzialmente); puntuali investimenti nell'ammodernamento dell'attrezzatura ricettiva, con l'attrazione di investimenti qualificati in aree geografiche di potenziale espansione e, infine, una politica dell'accoglienza seriamente professionalizzata, capace di soddisfare una domanda sempre più attenta alla qualità del servizio. Molte di queste attività sono il prodotto di una forma di «governance» che, dotandosi di appropriati strumenti conoscitivi e di efficaci tramiti comunicativi, concretizzi quell'unitarietà di regia che, abolendo enti inutili, si traduca in un'unica Agenzia regionale del turismo (Aretur) che dia spazio a pochi, ma efficienti, sistemi turistici locali. La ricetta proposta da Di Lello è semplice: anticipare lo stesso processo della legge nazionale per la realizzazione dell'Osservatorio, dando immediatamente il via alla struttura regionale a cui affidare il Portale del turismo. Il nuovo organismo realizzerà il coordinamento delle diverse iniziative ma, essenzialmente, si farà carico di distribuire sul territorio turisticamente sensibile della regione quei punti informativi (Iat, cioè Uffici di informazione ed accoglienza) che garantiranno la migliore accoglienza, la più efficace assistenza, il più utile suggerimento circa l'offerta di attrazioni ed eventi locali alla clientela nazionale e straniera. Nello stesso tempo, un logo, ben decifrabile ed evocativo («Una terra alla luce del sole»), accompagnerà tutte le iniziative di comunicazione e promozione dell'immagine turistica della Campania per diffonderne i contenuti nei paesi che già alimentano flussi significativi di turisti verso l'Italia. Con questi indirizzi l'obiettivo è fare sistema e organizzare una «governance» strategica attenta al contesto competitivo globale, attrezzata per gestire i cambiamenti, anche repentini. Certo, non è solo con azioni interne al comparto che si consegue il risultato di attrazione di nuovi flussi. Restano i problemi della sicurezza urbana, della pianificazione delle infrastnitture di trasporto, della stessa distribuzione delle strutture ricettive e delle strategie di razionalizzazione dell'impiego delle risorse per un turismo sostenibile e responsabile. Ma sbaglieremmo se volessimo farne tutti carico allo stesso soggetto politico responsabile del turismo regionale. Ben venga, quindi, l'Agenzia unica, ma, più di tutto, affidiamo al neonato Osservatorio il compito di monitorare, a breve, se quel sentore di svolta nella ripresa dei flussi turistici campani abbia effettiva concretezza.