Ogni mattina è costretto a pulire con la pompa gli escrementi e i rifiuti che imbrattano gli scalini della sua chiesa Don Gianni, rettore di Sant'Agnese, ha creato il comitato di difesa DA QUEL balconcino che affaccia sulle più belle meraviglie di Roma ha visto veramente di tutto: dai giovani nottambuli che d'estate fanno il bagno nudi nella fontana del Bernini agli ambulanti in fuga durante le retate della polizia. E poi i cumuli di spazzatura agli angoli dei marciapiedi e le bottiglie frantumate sulle panchine di marmo. Per non parlare di quegli escrementi umani che ogni mattina è costretto a pulire dalle scale della chiesa con una pompa da giardino. Ma dopo anni di silenzio don Gianni ha deciso di dare voce al suo sgomento e così ha creato, assieme ad un nutrito numero di cittadini, il Comitato di piazza Navona, un'associazione composta da decine di residenti che intendono battersi contro il degrado della piazza. «A dire il vero, ho solo messo a disposizione alcune sale per le riunioni si schermisce don Gianni Todescato, rettore della chiesa di Sant'Agnese - ma condivido completamente l'opinione di chi pensa che la piazza meriterebbe un po' più di rispetto: la notte non dormiamo a causa degli schiamazzi e la mattina ci svegliamo tra i rifiuti». Ma oltre a lamentare la scarsa pulizia di piazza Navona, quotidianamente sommersa dai sac-chi della spazzatura abbandonati dai tanti locali di via Tor Millina e via Sant'Agata, i membri del Comitato sottolineano la necessità di un maggiore controllo da parte delle forze dell'ordine. «In questo modo i venditori ambulanti eviterebbero di occupare abusivamente la piazza e la notte non saremmo costretti ad assistere a scene desolanti di giovani ubriachi che si tuffano nella fontana dei Bernini: è cosi che tuteliamo le opere d'arte?» domanda don Gianni, che propone, oltre al pattugliamento notturno della piazza, di «aggiungere dei cassonetti più capienti, in modo che i turisti non siano costretti a gettare a terra i rifiuti». E se il decoro urbano passa anche attraverso il senso di civiltà dei suoi abitanti, a don Todescato spetta senza dubbio la palma del cittadino modello. Ogni mattina, infatti, il rettore della chiesa di Sant'Agnese è costretto a pulire con una pompa i gradini di accesso al luogo di culto, costantemente sporchi di escrementi umani. «E' inutile spendere tanti soldi per il restauro dei monumenti, se poi vengono lasciati in uno stato di degrado e abbandono» accusa Don Gianni, che si fa anche portavoce di tutti quei residenti che si domandano come mai il Comune in questi anni non abbia appoggiato la causa dei tanti storici artigiani del Centro che sono stati costretti a chiudere le loro botteghe a causa dell'impennata degli affitti. «Dove un tempo c'erano atelier e botteghe di artisti ora ci sono soltanto pub e locali notturni. Piazza Navona ha perso tutto il suo fascino e con il passare degli anni si rischia di trasformare il Centro storico in un unico spazio a cielo aperto dove si dimentica spesso il significato del buongusto e della legalità» prosegue Don Todescato, che proprio durante la prima riunione del Comitato di piazza Navona ha coinvolto i presidenti di gran parte delle associazioni del Centro per concordare una strategia comune per combattere il degrado della zona, passando magari attraverso manifestazioni di piazza, fiaccolate notturne e petizioni.