Il recente, costruttivo dibattito seguito con interesse sulle pagine di questo giornale tra la Regione Sicilia per mezzo del suo presidente, Totò Cuffaro e la Presidente del Fai, Giulia Maria Crespi Mozzoni, a proposito della situazione "Valle dei Templi", se da un lato è servito (e sta servendo) a creare un clima di distensione e di collaborazione tra le diverse figure che vigilano sul tema "bene culturale" in Sicilia, dall'altro deve aver stimolato, come in questo caso, l'interesse di molti lettori e di non pochi addetti ai lavori. Ha ragione il presidente della Regione a voler avviare un ampio tavolo di lavoro per creare modelli di rilancio del settore "patrimonio culturale" in Sicilia, dalle enormi potenzialità e sicuramente un po' trascurato in passato; ma appare ormai decisamente non più procrastinabile la formulazione di nuovi progetti su cui far confluire giovani talenti, forze "fresche" e metodologie d'avanguardia. Perché, allora, non provare ad avviare in Sicilia con l'aiuto e la competenza presente nei più qualificati istituti di ricerca operanti nell'isola (oggi sempre più aperti alle esperienze attuate con grande successo in altri contesti, anche internazionali) nuovi stimolanti progetti, tali da creare esperienze e managerialità capaci di generare una straordinaria aggregazione di forze e di idee per la gestione e la fruizione del patrimonio culturale isolano? Una brillante iniziativa lanciata qualche mese fa a Roma, promossa da Camera di Commercio, Comune di Roma, Regione Lazio, Distretto dell'Audiovisivo e Ict, mondo accademico, Cnr, Domus Accademy e aziende della filiera turistico-culturale), denominata "Experience Roma" ha avuto il merito di radunare diversi specialisti per la sperimentazione, nella capitale, di un nuovo modello di gestione per l'avvio di un progetto di turismo culturale basato sul binomio innovazione e tecnologia. Il progetto ha sicuramente rappresentato l'occasione per superare, finalmente, l'eccessiva frammentazione di singole iniziative destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale avviando una grande strategia comune in cui i diversi attori muovono tutti contemporaneamente verso un'unica destinazione. L'obiettivo di "Experience Roma" è quello di aggregare vecchi e nuovi progetti e riportare il turismo al centro del dibattito, come asset fondamentale dello sviluppo economico. Tre gli obiettivi proposti in quella sede: 1) creare una scuola di alta formazione per i progettisti del prodotto turistico-culturale e del concetto di "esperienza"; 2) rendere Roma, "città aperta", con l'obiettivo di fornire tutti i siti archeologici e le zone di alto interesse turistico-culturale di una copertura Wi-Fi; 3) creare una "porta d'accesso" alla Roma archeologica, punto di partenza, centro di orientamento per il turista nel grande patrimonio archeologico di Roma e provincia. Creare, in altri termini, una vetrina delle ricostruzioni virtuali di alta qualità dei principali monumenti e siti archeologici, ricreando il giusto contesto storico anche con l'ausilio di circuiti narrativi. Basti pensare, in relazione a quest'ultimo aspetto, il grande successo avuto dalla mostra "Immaginare Roma antica" svoltasi ai Mercati traianei dove sono stati esposti per la prima volta diverse applicazioni digitali innovative con le ricostruzioni virtuali di siti archeologici, di opere artistiche e di sculture, per facilitare l'approccio dei visitatori a questa intrigante forma di apprendimento storico e culturale. Perché allora - mi rivolgo al presidente Cuffaro ed all'assessore ai Beni Culturali Leanza - non provare ad applicare questi modelli di sviluppo innovativo anche in Sicilia? La straordinaria iniziativa di cui si è a conoscenza, cioè la ricostruzione virtuale della Valle dei Templi di Agrigento in Dvd con la simulazione della visita al parco archeologico della città antica va certamente in questa direzione; ma non può rimanere episodio isolato. Occorre allora al più presto emulare Roma con un progetto che potremmo definire "Experience Sicilia". Per favorire ed amplificare non solo la fruizione del nostro patrimonio culturale ma anche per agire su un più generale livello economico che potrà dare nuove forze e sostegno a quel settore imprenditoriale presente nella filiera culturale ed accrescere così l'economia della nostra regione. Trasformare, per concludere, la Sicilia in un "laboratorio a cielo aperto" dove sperimentare nuovi servizi e concretizzare idee capaci di attivare nuovi modelli di sviluppo economico di cui la nostra isola ha tanto bisogno. Bisogna, credo, che ognuno giochi il proprio ruolo: nei prossimi mesi, cercheremo di porre le basi per un incontro di lavoro e di confronto, d'intesa con alcune personalità già coinvolte nel progetto romano, per rendere in tal modo proponibile ed attivabile nella nostra regione il progetto "Experience Sicilia" cominciando a delineare le aree prioritarie sulle quali indirizzare gli sforzi delle nostre ricerche. L'Accordo quadro tra Regione Sicilia e Cnr - già siglato dalle parti, ma non ancora operativo - potrà essere lo strumento per rendere attivabile questa iniziativa. Speriamo che la Regione Sicilia non si lasci sfuggire questa importante occasione di crescita per la valorizzazione del suo patrimonio. Responsabile progetto di ricerca Cnr Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, Catania