Impugnata la norma regionale. Camber. «Ricorso annunciato». Antonaz: «Ne parleremo con Rulélh II governo nazionale impugna la legge pro Aquileia e mette a rischio il progetto -che nel bilancio regionale prevede 2 milioni 700 mila euro in tre anni - per la valorizzazione del sito archeologico friulano. Ma la maggioranza non demorde e attende al varco il Ministro Francesco Rutelli che, stando agli attuali programmi, dovrebbe arrivare in regione proprio il mese prossimo. «Ci dispiace perché avendo coinvolto nel progetto di legge anche la Soprintendenza regionale - ricorda l'assessore Roberto Antqnaz - pensavamo di aver ovviato le difficoltà. Ma per capire esattamente come agire aspettiamo di vedere la contestazione formale. Sappiamo solo che il punto contestato riguarderebbe l'attività di ricerca archeologica che per legge compete allo Stato. Il mese prossimo dovrebbe venire in Regione Rutelli. Parleremo con lui per risolvere la questione». Intanto il regolamento per la costituzione di una fondazione - a cui sarà affidato il progetto - è ormai pronto "e sarebbe un peccato che lo Stato non entrasse nell'organismo». Non fa passi indietro nemmeno Mauro Travanut, Ds, uno dei promotori della norma insieme alla leghista Alessandro Guerra. «Cercheremo di avere quanto prima un incontro con il Ministro Rutelli dice Travanut -. La decisione dello Stato non mi spaventa. Questa legge è fondamentale per Aquileia ed è anche innovatrice perché può essere il primo passo per una devolution, nel campo dei Beni culturali, dallo Stato alle Regioni». Ma che qualcosa non andasse era già emerso. «Che le competenze in materia di tutela di beni archeologici siano dello Stato è un dato di fatto e proprio per questo avevo sollevato qualche perplessità - dice il Cittadino Piero Colussi, rappresentante della VI commissione che si è occupata del progetto -. Evidentemente non andava sottovalutata la necessità di un accordo preventivo con il Governo». In prima fila tra i «L'avevo detto», c'è il forzista Piero Camber che aveva sollevato l'eccezione in Consiglio. «In sede di discussione -dice in una nota - avevo fatto presente che era indispensabile operare di concerto con lo Stato, infatti il codice dei Beni culturali e del paesaggio, al-l'art. 112, indica come si possano costituire appositi soggetti giuridici per la valorizzazione dei beni culturali, previo decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Erano sufficienti solo un paio di mesi di tempo in più per poter ottenere l'indispensabile accordo con lo Stato: ma si è voluto forzare inutilmente».
Rilancio di Aquileia, altolà del governo Prodi
Il governo nazionale ha impugnato la legge regionale per la valorizzazione del sito archeologico di Aquileia, mettendo a rischio il progetto che prevede 2 milioni 700 mila euro in tre anni. La maggioranza regionale non demorde e attende il Ministro Francesco Rutelli, che dovrebbe arrivare in regione nel mese prossimo. Il punto contestato riguarda l'attività di ricerca archeologica che compete allo Stato. Il regolamento per la costituzione di una fondazione è pronto, ma il governo non è entrato nell'organismo. I promotori della norma, Mauro Travanut e Alessandro Guerra, cercano di avere un incontro con il Ministro Rutelli per risolvere la questione.
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