UDINE. La legge regionale su Aquileia - che prevede, tra l'altro, la costituzione di una Fondazione per lo sviluppo del sito archeologico - è stata fermata dal Governo nazionale. Ne ha dato notizia Pier Camber, consigliere regionale di Forza Italia. «La inevitabile impugnazione del Governo nazionale- ha detto Camber- ha colpito vari articoli incidendo sostanzialmente sulla applicabilità della legge. Infatti le disposizioni sono quelle che consentono alla Regione di predisporre i piani di attività di ricerca archeologica nella zona (competenza esclusiva dello Stato), di costituire di propria iniziativa la Fondazione, cioè senza accordo con lo Stato e di consentire il conferimento alla fondazioni dei diritti d'uso su beni immobili di proprietà». «In sede di discussione in Aula sulla legge regionale per la valorizzazione del sito archeologico di Aquileia - ha aggiunto Camber - avevo più volte fatto presente che era indispensabile operare di concerto con lo Stato, infatti il codice dei Beni culturali e del paesaggio, all'art 112, indica come si possano costituire appositi soggetti giuridici per la valorizzazione dei beni culturali, previo decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali». La norma affidava dunque il futuro turistico, culturale della cittadina a una Fondazione, strumento che ha come obiettivo «la gestione degli interventi per la valorizzazione di Aquileia, aperta alla partecipazione delle istituzioni competenti e di quelle private». Che significa, soprattutto, finanziamenti al Comune per fronteggiare la spesa altissima dei servizi, offrire agli esercizi pubblici nuove opportunità e, non ultimo, entrare in un vero circuito turistico. La norma era sta approvata la scorsa estate con i voti della maggioranza di Intesa democratica, della Lega Nord, mentre il resto della casa delle libertà si era astenuto. Immediata la replica degli esponenti di Intesa. Per l'assessore regionale alla Cultura, Roberto Antonaz, «questa decisione lascia interdetti perché avevamo concordato anche con la Soprintendenza regionale ai Beni culturali il modo più opportuno per stendere la legge. Aspettiamo, comunque, di vedere e leggere la sentenza e poi con il nostro ufficio legale valuteremo se modificare quanto redatto oppure se fare opposizione. A novembre, inoltre, quando il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli sarà in regione, lo incontreremo anche per discutere la legge su Aquileia». Certamente - insiste l'assessore -, la situazione è fastidiosa perché stavamo creando le condizioni per valorizzare la "miniera" Aquileia e ora ci troviamo di fronte a questo stop. «Stavamo già lavorando allo statuto della Fondazione, organismo cui potremmo dar vita anche senza lo Stato, ma sarebbe un vulnus, non corrisponderebbe alla struttura che avevamo pensato di costruire e quindi non sarebbe certo la stessa Fondazione», conclude Antonaz. ------------ Perplesso e dispiaciuto anche Mauro Travanut, capogruppo dei Ds e relatore di maggioranza della legge. «La prima cosa da fare - commenta - sarà quella di andare a leggere il ricorso per prendere atto e valutare le varie osservazioni». «Credo - aggiunge - che vada rimarcato il fatto che la legge andava a superare una situazione di stallo che sarebbe potuto giovare a tutti. Anche perché siamo sempre dentro quella legittima richiesta da parte del Fvgdi un trasferimento effettivo delle funzioni dei beni culturali dallo Stato alla regione». «A questo punto - chiosa Travanut - non ci resta che richiedere un incontro con il vice premier, il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli Abbiamo già attivato i canali necessari per contattarlo e capire come uscire da questa impasse nel più breve tempo possibile. Lo ripeto, tutto il lavoro è stato fatto a stretto contatto di gomito con lo Stato».