Ma insomma, è "bruttino" o è un "ecomostro"? A Monticchiello un'Italia tutta di sinistra si spacca in due per una manciata di villette aggrappate al vecchio borgo medievale, patrimonio dell'umanità, come dice l'Unesco. La storia la si può leggere e raccontare in molti modi. E la rivolta (capeggiata da un personaggio carismatico come Asor Rosa) di chi quelle vecchie case le ha acquistate venendo dalle città ormai molti anni fa e che oggi vuol proteggere un territorio straordinario, contro un'economia locale (e una popolazione che non abita più i borghi e le case antiche) che cerca di rimanere sulla sua terra in villette commerciali e un po' qualunque. Da una parte ambientalisti arrabbiati, dall'altra amministratori locali che danno le licenze edilizie. In mezzo il governo e anche chi pensa che si può conservare senza museificare. I problemi sono tutti reali e Monticchiello è la cartina di tornasole, dove si arriva lungo una strada sinuosa, tra colline color crema ed altre di un verde rigoglioso. La terra della Val d'Orcia luccica al sole tra file di cipressi e macchie di ulivi. Montìcchiello, sito Unesco nel comune di Pienza, è un borgo di 300 anime, case di pietra e una piccola rocca. Ai suoi piedi la lottizzazione (84 appartamenti in costruzione contro il profilo del borgo) che si è rapidamente trasformata in un caso nazionale. Che sia «bruttarella», secondo l'eufemistica definizione del ministro Rutelli. non c'è dubbio. Del suo futuro si è discusso ieri, a Monticchiello, nel corso di un convegno organizzato dalle principali associazioni ambientaliste. A dar fuoco alle polveri era stato il professor Alberto Asor Rosa, che possiede una casa in Val d'Orcia: ha disegnato una realtà in cui «la speculazione immobiliare è più potente di 15 anni fa, le forze politiche più deboli e il quadro normativo allentato». Si discute di rapporto tra sviluppo e tutela, di controlli e garanzie. Sfilano situazioni da incubo in tutta Italia (da Mantova a Capalbio) ma il nodo resta quello delle villette. E gli animi si dividono. Si parla di abbattimento, ma il ministro Rutelli. intervenuto al convegno, crede che «sia giuridicamente non fattibile». Il ministero dei Beni culturali ha incaricato due architetti di verificare «la congruità di ciò che si sta realizzando con ciò che è stato autorizzato». Il ministro media e aggiunge che la strada da percorrere è quella di «ridurre l'impatto e cercare di non far completare le costruzioni». Diverse le posizioni delle associazioni ambientaliste: Della Seta (Legambiente) è convinto che «se Regione e ministero faranno pressione sul Comune il danno minimo, la non costruzione delle ultime villette, potrebbe essere raggiunto», Ripa di Meana e Italia Nostra, considerano «rovinosa l'ipotesi di un bonario accomodamento». Altre sfumature per gli amministratori locali: l'assessore regionale Conti sottolinea che «solo in Toscana può succedere che 12 stupide villette, pure brutte, facciano il giro del mondo: ma è un segno di eccellenza per la nostra regione». Se il sindaco di Pienza brilla per assenza, l'ex primo cittadino di San Quirico d'Orcia, Franci, spiega che il rischio dell'iniziativa di Asor Rosa è «l'autocelebrazione che non smuove i problemi». Monticchiello intanto sta silenziosa: poche persone in giro, un bar fa ottimi affari con i convegnisti, qualcuno chiacchiera. E racconta di quando - qualche tempo fa - Asor Rosa fece chiudere una strada vicinale alla sua residenza. Il professore replica di aver «chiesto lo spostamento dei diritti di passo da una vecchia strada ad una nuova ai termini di un articolo del codice civile».