nostro inviato a Monticchiello I fischi all'assessore regionale Riccardo Conti (Ds) e la piccola contestazione al ministro Francesco Rutelli (DI) sono stati solo i casi più eclatanti di ima giornata dedicata al paesaggio che ha finito per riaccendere i litigi estivi dentro la sinistra e rompere la pace che regnava nel piccolo borgo medievale, invece che fornire reali soluzioni su come difendere l'ambiente. Non è stato risparmiato nemmeno il ministro ai Beni Culturali che, pur salutato da uri applauso, quando dice che «i Comuni non hanno l'obbligo di essere inseriti nell'elenco dei siti protetti dall'Unesco», si è visto interrompere dalla platea che gli ricorda «che a suo tempo fu il ministero a scrivere agli amministratori della Val d'Orda per prospettare questa soluzione». E anche quando tira in ballo l'importanza del ruolo degli amministratori locali si alzano nuovamente le voci di dissenso. Concludere l'intervento è piuttosto faticoso, anche se alla fine il ministro riesce a riscuotere l'applauso grazie al suo incitamento a «toscanizzare l'Italia» visto che, afferma, la regione è un esempio di quella copianificazione che sembra l'unica soluzione per salvaguardare il paesaggio. Che l'ambiente fosse un nervo scoperto nel centrosinistra lo si era capito subito. Il professor Alberto Asor Rosa, deus ex machina del convegno, che con la sua denuncia, aveva fatto scoppiare il caso Monticchiello, non esita a ribadire le accuse contro «le forze politiche troppo deboli rispetto a dieci o quindici anni fa» che hanno permesso l'insediamento abitativo sotto il borgo medievale. E a mettere sulla graticola il sindaco di Pienza, Marco Del Ciondolo, ieri assente, ci pensano anche Giovanni Rosario, vicepresidente di Italia Nostra, e Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che negli interventi avevano accusato i sindaci e le amministrazioni locali di troppo potere e poca lungimiranza. Parole fanno da sponda alle accuse mosse nei giorni scorsi dal gruppo regionale dei Verdi che avevano definito «i sindaci toscani come i topi nel formaggio». Accuse contro cui si scaglia Lucia Biagi, sindaco di Caparbio: «Non consento a nessuno di definirmi così, sto combattendo contro un piano regolatore del 1999, approvato dalla Regione, che potrebbe fare danni enormi al mio territorio». Parole dure come quelle del suo collega, Marileno Frànci, sindaco diessino di San Quirico d'Orcia: «Non è possibile difendere un territorio come questo con le risorse di cui disponiamo: o aumentiamo a dismisura le tasse per cittadini o Stato e Regione d devono aiutare». Non manca una stoccata ad Asor Rosa: «Invece di organizzare un convegno sulle villette di Monticchiello si dovrebbe discutere di come realmente proteggere la Val d'Orcia». Contro i due amministratori tuona il consigliere regionale verde Fabio Roggiolani (ennesima riprova del caos che regna a sinistra sui temi ambientali): «Non abbiamo mica detto che il sindaco di Capalbio è come un topo nel formaggio, vorrà dire che lo sono gli altri visto il numero dicasi presenti nel nostro dos-sier. Serve un segnale forte, le case di Monticchiello vanno abbattute altrimenti la sinistra dimostrerà di essere, come sempre, bravissima a parlare ma poi, spenti i riflettori, restano solo i Verdi a combattere». Una critica che si somma a quelle dei portavoce di comitati e associazioni che bocciano sopratutto la Regione. Cosi quando prende la parola l'assessore regionale all'Urbanistica, Riccardo Conti, ed arriva agli esempi concreti, dalla platea scatta la contestazione. «In Toscana è stata fatta una legge apposita affinché i capanni agricoli non possano essere trasformati in abitazioni» dice Conti anche se dal pubblico in molti ripetevano che non era vero. Conti ribatte: «È un fatto non smentibile». E c'è pure la stoccata sul dossier dei Verdi: «La variante Laika è un ottimo esempio e in Toscana certi interventi fanno più clamore perché l'attenzione nei confronti del territorio è più alta». L'intervento dell'assessore incassa un tiepido applauso e molti fischi. Amva il ministro, ma la tensione resta alta. Alla fine della giornata arriva il commento caustico di Roggiolani che, di fatto, apre un caso politico: «Da Rutelli e Conti abbiamo ascoltato due interventi da vuoto pneumatico».
Monticchiello: sinistra divisa, tutti contro tutti
Una giornata di discussione sul paesaggio e l'ambiente a Monticchiello, in Toscana, ha visto l'arrivo di vari politici e attivisti. Il ministro Francesco Rutelli e l'assessore regionale Riccardo Conti hanno ricevuto fischi e contestazioni per le loro posizioni. Il sindaco di Capalbio, Lucia Biagi, ha difeso il suo territorio contro le accuse di essere troppo debole. Il professor Alberto Asor Rosa ha denunciato le forze politiche deboli e ha accusato i sindaci e le amministrazioni locali di troppo potere. I portavoce di comitati e associazioni hanno criticato la Regione e i sindaci. La discussione ha visto anche l'arrivo di vari interventi e stoccate, con la tensione rimasta alta.
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